Morto un Papa se ne fa sempre un’altro

Questo detto popolare è vero frequentemente in astronomia, poiché tutti gli elementi che formano le stelle, i pianeti, gli asteroidi e tutto il resto provengono dalla morte di innumerevoli stelle antiche.

Nel 2020 la sonda Origins lanciata dalla NASA è riuscita ad atterrare brevemente sull’asteroide Bennu, a raccogliere un po’ del suo materiale incontaminato e a ripartire riportando il campione di circa 120 grammi di terriccio superficiale sulla Terra nel settembre 2023.

Non è la prima volta che un veicolo spaziale preleva materia da un asteroide (il Giappone ci è riuscito due volte), ma i 121,6 grammi di granelli asteroidali di OSIRIS-REx sono di gran lunga il più grande campione di materia incontaminata mai recuperato.

Un asteroide è un corpo roccioso che orbita nello spazio e non deve essere confuso con un meteorite che è un detrito spaziale generalmente ciò che resta di un asteroide che ha attraversato l’atmosfera terrestre e ha raggiunto il suolo.

I meteoriti generalmente bruciano per attrito nell’atmosfera illuminando con la loro scia luminosa il cielo: una traccia luminosa chiamata comunemente stella cadente anche se, ovviamente, non si tratta di stelle.

L’asteroide è un corpo roccioso di varie dimensioni che orbita più o meno stabilmente attorno al Sole. 
La maggior densità si trova nella fascia degli asteroidi, tra Marte e Giove e sono formati principalmente da roccia e metallo. 
Gli asteroidi sono fossili spaziali perché antichissimi: quelli presenti nel Sistema Solare sono anche antecedenti alla formazione dei pianeti e del Sole  e proprio per questo, possono fornire informazioni preziose sulla formazione del Sistema Solare. 

Gli asteroidi sono i detriti lasciati dalla violenta formazione del nostro sistema solare costellata di impatti spaziali che hanno prodotto questi corpi che non solo contengono i minerali che hanno dato vita ai pianeti, compresa la Terra, ma anche la chimica che ha creato i nostri mari e oceani e forse anche i composti che hanno dato origine alle prime forme di vita.

Quest’anno gli scienziati hanno potuto analizzare il campione riportato dalla sonda OSIRIS-REx che sta rivelando che il Sole è stato formato attraverso la morte di più stelle, da quelle di bassa massa a quelle abbastanza grandi da esplodere come potenti supernove.

Nel campione di polvere sono state trovate anche strane molecole che suggeriscono provenire da un pianeta geologicamente attivo distrutto da eventi astronomici catastrofici e una serie di composti prebiotici, tra cui tutti i tipi di aminoacidi.

Il campione sta già riscrivendo ciò che sappiamo sulle origini del Sistema solare e gli scienziati ne hanno studiato solo l’1% quindi possiamo solo immaginare cosa rivelerà ancora con buona pace degli ignoranti che bocciano come inutili l’esplorazione dello spazio.

Oceani sui satelliti di Saturno e Urano

Stiamo riscrivendo l’Astronomia: perché stiamo trovando oceani nel Sistema Solare esterno.

Come sappiamo l’acqua è quasi sempre alla base della vita e adesso sappiamo che Encelado (una luna di Saturno) possiede un oceano liquido e caldo insieme a Mimas (altra luna di Saturno) e a Miranda (una luna di Urano).

Naturalmente ancora non sappiamo se questi oceani contengono vita ma ora sappiamo che esistono innumerevoli posti adatti allo sviluppo di forme di vita.

Non siamo soli nell’Universo che è troppo grande per ospitare solo noi: uno spreco di spazio che il Creatore non avrebbe mai permesso nella sua sterminata efficienza.

Teologicamente il problema non  è più se la razza umana è o no unica ma è diventato che rapporto c’è fra le razze aliene e il Signore?

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