L’intelligenza del cane e del gatto

L’intelligenza di un cane varia a seconda della razza e del singolo esemplare, ma in genere è paragonabile a quella di un bambino di due anni, capace di comprendere circa 150 parole e segni e di risolvere problemi semplici.

Secondo gli scienziati esistono diversi tipi di intelligenza canina: istintiva (costituita dalle abilità innate), adattiva (la capacità di imparare dall’ambiente e risolvere problemi) e lavorativa/di obbedienza (apprendimento di comandi e operazioni simile all’apprendimento scolastico), le razze più note per la loro intelligenza sono Border Collie, Barboncini, Jack Russel e Pastori tedeschi, ma è fondamentale stimolare l’intelletto del proprio cane con giochi e attività per promuovere il benessere e rafforzare il nostro legame con loro.

Generalmente i cani più intelligenti riescono ad interpretare 150 segnali ma alcuni esemplari arrivano sino a possedere un “vocabolario” di 250 segnali se questo viene stimolato attraverso attività come i giochi di attivazione mentale.

Questi giochi possono prevedere l’uso della bocca, delle zampe o del naso per ottenere cibo e ricompense, aiutando a sviluppare curiosità, autocontrollo e fiducia.

Ogni cane è un individuo con una sua personalità e intelligenza, proprio come le persone.

Per non mettere in difficoltà il cane e favorire un rapporto armonioso, è importante riconoscere e valorizzare le sue caratteristiche individuali, senza pretendere troppo da lui o confrontarlo eccessivamente con altri cani.

Uno studio della Eötvös Loránd University di Budapest ha dimostrato che i cani più intelligenti hanno anche un’altra abilità cognitiva complessa: la capacità di identificare e distinguere gli oggetti non solo in base al loro aspetto, ma anche dalla loro funzione.

Questa abilità si chiama “label extension”, letteralmente la capacità di applicare etichette agli oggetti sulla base di certe caratteristiche: se un oggetto è sferico è una palla, per fare un esempio semplicissimo.

La label extension è una capacità fondamentale per gli umani nelle prime fasi dello sviluppo del linguaggio, e finora era stata osservata in pochissimi animali, tutti addomesticati, e addestrati a lavorare sulle parole.

Applicare una etichetta sulla base della funzione e non della forma è un passaggio ulteriore e ancora più complicato: per un bambino potrebbe significare per esempio capire che tutti gli oggetti che si impugnano e hanno una forma concava sono “cucchiai”, e si usano per tirare su il cibo.

Questa versione della label extension era stata finora osservata solo negli umani, ma il team ungherese ha cercato di mettere alla prova un campione di cani per vedere se anche loro hanno un’abilità simile.

Molto importante è l’ambiente: la domesticazione ridisegna gli animali: cani e gatti sempre più grandi, specie selvatiche più minute

L’esperimento è stato condotto su sei border collie e un pastore australiano, agli animali sono stati insegnati nuovi comandi associati a una serie di giocattoli molto diversi nell’aspetto, ma utilizzati nello stesso modo durante il gioco (per esempio per il tira-e-molla con un umano).

Dopodiché, ai cani sono stati proposti nuovi giocattoli, ancora una volta diversi da quelli precedenti, ed è stato chiesto loro di giocarci, senza però che venissero dati loro comandi.

L’aspetto non conta, solo come lo si usa. I cani hanno immediatamente riconosciuto la funzione dei diversi giocattoli, e quando è stato chiesto loro di identificarli in seguito a un comando hanno identificato subito a quali giocattoli ci si riferisse. Questo dimostra che gli animali hanno imparato a etichettare gli oggetti sulla base della loro funzione, non del loro aspetto.

Ovviamente stiamo parlando di cani già addestrati e con un talento per le parole, ma secondo gli autori dello studio la ricerca non esclude che anche altri animali, in contesti naturali e non di cattività, possano avere la stessa abilità.

Molti ritengono che rispetto ai gatti, altri grandi esemplari di animali domestici, i cani siano 12 volte più intelligenti.

Ma in realtà non si può affermare con certezza che un cane sia più intelligente di un gatto; al contrario, sono intelligenti in modi diversi e non esiste un metro di paragone unico.

Un importante studio suggerisce che i cani abbiano un numero maggiore di neuroni nella corteccia cerebrale rispetto ai gatti, ma altri studi indicano che i gatti hanno capacità di problem-solving e intuito maggiori quindi tutto dipende dal tipo di intelligenza che si valuta.

I cani possiedono un numero di neuroni corticali maggiore circa doppio rispetto ai gatti, il che è considerato generalmente un indice di intelligenza.

Ma I gatti sono più abili nel problem solving, dimostrano maggiore intuito e capacità di agire con flessibilità in determinate situazioni, è stato dimostrato che i gatti utilizzano la memoria spaziale e ricordano da quale ciotola hanno mangiato, superando prove mentali che dimostrano capacità cognitive.

Sia cani che gatti si sono evoluti per svolgere compiti diversi, il che ha portato a specializzazioni cognitive uniche in ciascuna specie quindi è un errore considerare solo uno o l’altro tipo di intelligenza (come il numero di neuroni o la capacità di risolvere problemi), poiché l’intelligenza è una funzione adattativa che si manifesta in modi diversi a seconda della specie e del suo ambiente.

Autopulizia

Il gatto è più pulito del cane perché si prende cura della propria igiene personale in modo autonomo e accurato, dedicando molto tempo alla toelettatura del pelo mentre i cani, al contrario, necessitano di bagni più frequenti, accumulano più facilmente sporco e odori e la loro maggiore perdita di pelo richiede una pulizia più attenta e frequente da parte del proprietario.

I gatti sono dotati di una lingua ruvida che utilizzano per leccare e pulire il proprio pelo, rimuovendo sporco e peli morti e dedicano gran parte della loro giornata a una meticolosa toelettatura, che non richiede quasi mai l’intervento del padrone per lavaggi frequenti.

Generalmente, i gatti non emanano odori forti e non accumulano così tanto sporco come i cani, soprattutto quelli con pelo lungo.

I cani, indipendentemente dalla razza, perdono pelo, il che può portare a una maggiore presenza di peli in casa, richiedono bagni più frequenti rispetto ai gatti, dato che tendono ad accumulare più sporco e odori, soprattutto le razze a pelo lungo.

I cani non hanno lo stesso istinto innato del gatto di pulirsi costantemente, richiedendo quindi una maggiore igiene da parte del proprietario.

Affetto

In generale i cani sono considerati più manifestamente affettuosi e socievoli rispetto ai gatti, che sono più indipendenti ma comunque capaci di legami molto profondi.

La capacità di dimostrare affetto varia da animale ad animale e dipende anche da fattori individuali e dal tipo di interazione che si ha con il proprio animale.

I cani sono animali da branco, il che li predispone a formare legami forti e a cercare l’interazione con gli umani, tendono a essere più espressivi, scodinzolando e cercando attivamente il contatto fisico, offrendo conforto e gioia.

I cani sono noti per la loro fedeltà e il desiderio di compiacere il proprio padrone.

I gatti sono più schivi e amano la solitudine e l’indipendenza, ma questo non li rende meno affettuosi.

Nonostante la loro natura indipendente, i gatti si legano profondamente ai loro proprietari e possono manifestare amore attraverso fusa, contatto e momenti di gioco condiviso.

Dimostrano il loro affetto in modi più discreti rispetto ai cani, ma sono comunque capaci di trasmettere molto amore.

In sintesi se desideriamo un compagno di vita molto interattivo e sempre pronto ad esprimere gioia e conforto, un cane potrebbe essere la scelta migliore rispetto al gatto che offre un affetto più discreto e indipendente, pur rimanendo molto legato a te, perché un gatto può divenire un compagno meraviglioso.

Generalmente si ritiene che il cane si affeziona la padrone e il gatto alla casa ma è un luogo comune che dipende molto dallo specifico esemplare e soprattutto da come viene accudito.

Ci sono bambini che piangono spesso o si comportano in modo irritante ma spesso questo dipende dai genitori che gli dedicano scarso tempo e attenzioni: i bambini che si sentono amati e sentono i genitori vicini non piangono e non creano problemi e cani e gatti si comportano in modo analogo.

Abbandonare un cane o un gatto è paragonabile ad abbandonare un bambino di due anni: un crimine orribile che ora viene giustamente perseguito dalla legge.

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