RITI DI INTRODUZIONE
Quando i fedeli sono riuniti il Sacerdote e il Diacono si recano all’altare al quale fanno la debita riverenza, con il Sacerdote che bacia l’altare in segno di venerazione, poi tutti si recano alla propria sede e in piedi, fanno il SEGNO DELLA CROCE.
Sacerdote: Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti: Amen.
Il Sacerdote saluta i fedeli allargando le braccia: Il Signore sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
Recita dei Dieci Comandamenti:
I Dieci Comandamenti sono quelli consegnati da Dio a Mosè e rappresentano le leggi divine. La Bibbia è la Sacra Scrittura data agli Ebrei quindi in ebraico. Il Libro dell’Esodo 20.2-17 li riporta così:
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Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dei oltre a me.
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Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
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Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
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Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
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Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
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Non uccidere.
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Non commettere adulterio.
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Non rubare.
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Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
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Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.
ISacerdote: Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati. Tutti: Amen
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, (battendosi il petto tre volte) per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.
Sacerdote:Signore pietà. Tutti: Signore, pietà.
Sacerdote:Cristo pietà. Tutti: Cristo, pietà.
Sacerdote:Signore pietà. Tutti: Signore, pietà.
Dopo un breve silenzio. Il Sacerdote pronuncia l’assoluzione: Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo vi assolvo dai vostri peccati, Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Tutti: Amen
Tutti: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re de1 cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo: Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Sacerdote: Preghiamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Tutti: Amen
LITURGIA DELLA PAROLA
Il Diacono si porta all’ambone e legge la PRIMA LETTURA; tutti ascoltano seduti. Prima lettura suggerita:
Dal libro della Genesi (Gen 1,26-28.31)
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
Alla fine della lettura, il Diacono aggiunge: Parola di Dio. Tutti: Rendiamo grazie a Dio.
Poi il Diacono che deve proclamare il VANGELO, inchinato davanti al Sacerdote, chiede la benedizione, dicendo con voce sommessa: Benedicimi, o Padre.
Sacerdote: Il Signore sia nel tuo cuore e sulle tue labbra, perché tu possa annunziare degnamente il suo Vangelo: nel nome del Padre e del Figlio + e dello Spirito Santo. Diacono: Amen.
Senza il Diacono, il Sacerdote, inchinandosi davanti all’altare, dice sottovoce:
Purifica il mio cuore e le mie labbra, Dio onnipotente, perché possa annunziare degnamente il tuo Vangelo.
Poi il Diacono si reca all’ambone e dice: Il Signore sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
Diacono: Dal Vangelo secondo N., e intanto segna il libro e se stesso in fronte, sulla bocca e sul petto.
Il popolo acclama: Gloria a te, o Signore.
Il Diacono, terminata la lettura dice: Parola del Signore. Tutti: Lode a te, o Cristo.
Segue l’OMELIA quindi si fa la PROFESSIONE DI FEDE:
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; e per opera dello Spirito Santo … (qui tutti si inchinano) si è fatto uomo,. e per opera dello Spirito Santo si é incarnato nel seno della Vergine Maria e si é fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno é risuscitato, secondo le Scritture; é salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che é Signore e da la vita, e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre e il Figlio é adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
LITURGIA EUCARISTICA
il Diacono prepara sull’altare il corporale, il purificatoio, il calice e il messale.
Il sacerdote, all’altare, prende la patena con il pane e tenendola leggermente sollevata sull’altare, dice sottovoce:
Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.
Quindi depone sul corporale la patena con il pane. Il sacerdote può dire questa formula ad alta voce; e al termine il popolo può acclamare: Benedetto nei secoli il Signore.
Il diacono versa nel calice il vino, con un po’ d’acqua, dicendo sottovoce: L’acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana.
Il sacerdote prende il calice e tenendolo leggermente sollevato sull’altare, dice sottovoce: Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della vite, e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.
Quindi depone il calice sul corporale. Il sacerdote può dire questa formula ad alta voce; e al termine il popolo può acclamare: Benedetto nei secoli il Signore.
Il sacerdote, inchinandosi, dice sottovoce: Umili e pentiti accoglici, o Signore: ti sia gradito il nostro sacrificio che oggi si compie dinanzi a te.
Il sacerdote, a lato dell’altare, si lava le mani dicendo sottovoce. Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.
Ritornato in mezzo all’altare, allargando le mani, il sacerdote dice: Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
Tutti: Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.
Sacerdote: Per Cristo nostro Signore. Tutti: Amen.
PREGHIERA EUCARISTICA
V. Il Signore sia con voi. R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori. R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. R. E’ cosa buona e giusta.
Sacerdote: è veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio, per mezzo di lui hai creato tutte le cose, e lo hai mandato a noi salvatore e redentore, fatto uomo per opera dello Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria. Per compiere la tua volontà egli fu crocifisso e morendo distrusse la morte e proclamò la risurrezione. Per questo cantiamo a una sola voce la tua gloria:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.
Sacerdote: Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e + il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, prende il pane,lo spezzo, lo diede ai suoi discepoli, e disse: Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi. Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse: Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me. Mistero della fede.
Tutti: Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta.
Sacerdote: Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza, e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza a compiere il servizio sacerdotale. Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo. Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: † rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro Vescovo e tutto l’ordine sacerdotale.
Ricòrdati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione, e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con gli apostoli e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi: e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, nell’unità dello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Tutti: Amen.
RITI DI COMUNIONE
Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, allontanaci dalla tentazione e liberaci dal male.
Sacerdote: Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni; e con l’aiuto della tua misericordia, vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza, e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo.
Tutti: Tuo é il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.
Sacerdote: Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Tutti: Amen.
Sacerdote: La pace del Signore sia sempre con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
Scambiatevi un segno di pace. E tutti si scambiano vicendevolmente un segno di pace secondo gli usi locali.
Il sacerdote dà la pace al diacono o al ministro. Poi prende l’ostia e la spezza sopra la patena, e lascia cadere un frammento nel calice, dicendo sottovoce: Il Corpo e il Sangue di Cristo, uniti in questo calice, siano per noi cibo di vita eterna.
Tutti: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace.
Sacerdote: La comunione con il tuo Corpo e il tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia, sia rimedio di difesa dell’anima e del corpo. Beati gli invitati alla Cena del Signore. Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.
O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.
Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna e si comunica.
Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna. e si comunica.
Prende poi la patena o la pisside, e si porta verso i comunicandi. Nel presentare a ognuno l’ostia, la tiene alquanto sollevata e dice:
Il Corpo di Cristo Il comunicando risponde: Amen. E riceve la comunione.
Nello stesso modo si comporta il Diacono, quando distribuisce la comunione.
Terminata la distribuzione della comunione, il sacerdote o il diacono asterge la patena sul calice e quindi il calice.
Sacerdote: Preghiamo. Donaci, o Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustarein questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Per Cristo nostro Signore. Tutti: Amen.
RITI DI CONCLUSIONE
Sacerdote: : Il Signore sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito. Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo. Tutti: Amen.
Il sacerdote bacia l’altare in segno di venerazione come all’inizio; fa quindi con i ministri la debita riverenza e torna in sacrestia. Quando la Messa è seguita immediatamente da un’altra azione liturgica, si tralasciano i riti di conclusione.