La preghiera del Credo

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre.

E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.

Ancora oggi tutti i Cristiani pregano professando il Credo che è una preghiera universale che invoca la Chiesa Cattolica Cristiana sia Una, Santa, Cattolica e Apostolica.

Preghiamo una cosa ma facciamo altro

Recitando il Credo, tuttavia, non siamo sinceri perché in realtà la Chiesa Cattolica non è affatto unita. Abbiamo tre comunità principali: i Cattolici Romani, gli Ortodossi e gli Anglicani oltre ad una miriade di altre divisioni ecclesiali numericamente meno rilevanti.

I Cattolici Romani ritengono, unilateralmente, che Cristo abbia affidato a S. Pietro il compito di primo di tutti gli apostoli, anche con autorità personale sopra di loro e che il vescovo di Roma abbia ereditato quel primato di onore e di giurisdizione per esercitarlo sopra tutta la Chiesa. Ma di questo presunto primato non vi sono tracce nelle Sacre Scritture e storicamente esistono seri dubbi anche sulla vantata presenza a Roma di San Pietro, negata tra gli altri anche da San Paolo che, al contrario, soggiornerà a Roma due volte e per lunghi periodi oltre ad esservi incarcerato e martirizzato. San Paolo stesso stila una lista dei 26 vescovi presenti a Roma tra i quali non menziona Pietro le cui tracce storiche si perdono dopo il suo soggiorno ad Antiochia.

Tutti i Cristiani riconoscono nel vescovo di Roma un primato onorifico ma privo di ogni giurisdizione e autorità al di fuori della sua Chiesa Cattolica Romana. Per i Cristiani, l’unica autorità suprema in terra è il Concilio ecumenico, assemblea radunata nell’anno 787 per l’ultima volta quando viene chiamata secondo Concilio ecumenico di Nicea.

Il primato onorifico di Roma nasce dal suo essere la capitale dell’Impero romano, e questo primato passò in seguito a Costantinopoli per il terzo canone del secondo concilio ecumenico di Costantinopoli dell’anno 381, insieme al ventottesimo canone del Concilio ecumenico di Calcedonia dell’anno 451 che amplia le prerogative della sede di Costantinopoli nel frattempo succeduta a Roma, dopo la sua caduta, come nuova capitale imperiale.

Nostro Signore Gesù Cristo è quindi l’unico e solo capo della Chiesa Cattolica Cristiana che dovrebbe essere unica anche se articolata in numerosissime Chiese locali indipendenti. Ogni Comunità Cristiana è quindi una Chiesa indipendente con un proprio clero articolato sui tre ordini canonici: diaconi, sacerdoti e vescovi. Ogni Chiesa viene definita autocefala, in quanto pur avendo un primate locale nel proprio vescovo che la guida, non ha un capo se non in Nostro Signore.

Le Chiese locali indipendenti si riconoscono l’una nell’altra e sono in comunione di fede e tradizioni con tutte le altre Chiese Cristiane ma non riconoscono altro capo al di fuori di Gesù Cristo in cielo e del Concilio ecumenico sulla Terra.

Tutte le Chiese Cattoliche Cristiane sono quindi autocefale e il vantato primato del vescovo di Roma non è riconosciuto oltre la Chiesa Cattolica Romana.

Tutte le Chiese Cattoliche Cristiane sono in comunione spirituale e si riconoscono fra loro, o almeno così dovrebbe sempre essere. L’unità della Chiesa dovrebbe essere arricchita dalle sfaccettature e differenze locali in un meraviglioso caleidoscopio di tradizioni e culture che non debbono dividere ma unire l’unica Chiesa Cristiana Cattolica cioè universale.

Il riconoscimento reciproco di tutte le Chiese è insito nell’unità della Chiesa Cristiana e non ha bisogno di essere sottolineato da accordi di intercomunione.

La nostra piccola Chiesa è quindi anch’essa indipendente, ma si considera parte integrante dell’unica Chiesa Cristiana e riconosce tutte le altre Chiese anche senza la necessità di accordi verbali o scritti di intercomunione che, per lo spirito della preghiera del Credo, riteniamo assolutamente inutili e superflui.

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