Le Sacre Scritture riferiscono che gli Apostoli ordinarono 7 uomini, accuratamente selezionati per la loro eccellente reputazione, perché svolgessero compiti socialmente utili.
Sette Diaconi preposti ad aiutare la comunità, organizzare le mense per i poveri, aiutare i bisognosi, vestire gli ignudi e gestire le comunità e la loro vita quotidiana.
Nel ricordo degli Apostoli sono molte le Chiese Cristiane che ordinano 7 Diaconi.
Ben presto però i nuclei Cristiani aumentano il numero dei fedeli e 7 Diaconi non erano più sufficienti.
A volte per evitare di uscire dalla tradizione dei sette Diaconi quelli in numero superiore vengono definiti arciDiaconi o ipoDiaconi. Gli ipoDiaconi assumono, se creati, ruoli accessori o di iniziazione ma più semplicemente, quando è indispensabile i Diaconi rimangono tali anche aumentando di numero. La posizione della nostra Chiesa prevede esclusivamente Diaconi ed eventualmente Diaconi emeriti e/o un arciDiacono indipendentemente dal loro numero complessivo. La nostra Chiesa non prevede ipoDiaconi.
Dagli Atti degli Apostoli si apprende che i Diaconi svolgevano anche compiti pastorali come il Diacono Filippo che divenne missionario e predicando andava annunciando il Vangelo oppure il Diacono Stefano anch’esso grande predicatore e autore di prodigi e persino di miracoli che morì martirizzato per lapidazione.
I Diaconi sono stati spesso importanti nella storia e contano beati, santi e martiri ma sono sempre di fondamentale importanza in ogni Chiesa tanto che una Chiesa priva di Diaconi non può esistere.
LITURGIA DELL’ORDINAZIONE DIACONALE
L’ordinazione del diacono o dei diaconi viene generalmente eseguita durante la S. Messa inserendola dopo la proclamazione del Vangelo e l’omelia che diventa esplicativa del rito successivo, ma in alcuni casi viene eseguita con un rito abbreviato che non contempla la S. Messa.
L’ordinazione del diacono viene eseguita dal vescovo che occupa la sede preparata per lui tenendo in capo la mitra mentre l’ordinando viene accompagnato e presentato da un altro diacono o da un presbitero.
L‘ordinando è invitato dal diacono con queste parole:
Accompagnatore: Si presenti ___ nome___ che chiede di essere ordinato diacono.
L‘ordinando si avvicina al vescovo facendogli la debita riverenza, mentre il suo accompagnatore dice:
Accompagnatore: Reverendissimo Padre, la santa Madre Chiesa chiede che questo nostro fratello sia ordinato diacono.
Vescovo: Sei certo che ne sia degno?
Accompagnatore: Dalle informazioni raccolte presso la comunità cristiana e secondo il giudizio di coloro
che ne hanno curato la formazione, ne è degno.
Vescovo: Con l’aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Salvatore, noi scegliamo questo nostro fratello
per l’ordine del diaconato.
Tutti: Rendiamo grazie a Dio.
Vescovo: Figlio carissimo, prima di ricevere l’ordine del diaconato, devi manifestare davanti al popolo di Dio la volontà di assumerne gli impegni. Vuoi essere consacrato al ministero nella Chiesa per mezzo dell’imposizione delle mie mani con il dono dello Spirito Santo?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.
Vescovo: Vuoi esercitare il ministero del diaconato con umiltà e carità in aiuto dell’ordine sacerdotale,
a servizio del popolo cristiano?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.
per annunziarla con le parole e le opere, secondo il Vangelo e la tradizione della Chiesa?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.:
Vescovo: Vuoi custodire e alimentare nel tuo stato di vita lo spirito di orazione
e adempiere fedelmente l’impegno della Liturgia delle Ore, secondo la tua condizione,
insieme con il popolo di Dio per la Chiesa e il mondo intero?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.
Vescovo: Tu, che sull’altare sarai messo a contatto con il corpo e sangue di Cristo,
vuoi conformare a lui tutta la tua vita?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.
Vescovo: Prometti al tuo vescovo, come legittimo superiore, filiale rispetto e obbedienza?
L‘ordinando: Sì, lo voglio.
Vescovo (alzandosi a mani aperte e levate): Ascolta, o Padre, la nostra comune preghiera:
accompagna con il tuo paterno aiuto la nostra azione sacerdotale, e santifica con la tua benedizione questi tuo figlio, che noi confidiamo di poterti offrire per l’esercizio del sacro ministero nella Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen
IMPOSIZIONE DELLE MANI
L‘ordinando si avvicina al vescovo, che sta in piedi alla sede con la mitra in capo, e si inginocchia
davanti a lui. Il vescovo impone entrambe le mani sul capo dell’ordinando concentrandosi senza parlare per qualche momento, poi allarga le braccia e dice: Dio onnipotente, sorgente di ogni grazia,
dispensatore di ogni ordine e ministero, assistici con il tuo aiuto.
Per opera dello Spirito Santo tu hai formato la Chiesa articolandola nei tre gradi del ministero, agli inizi tuo Figlio scelse i suoi apostoli che guidati dallo Spirito Santo, indicarono sette uomini stimati dal popolo, come collaboratori nel ministero. Con la preghiera e con l’imposizione delle mani affidarono loro il servizio della carità, per potersi dedicare pienamente all’orazione a all’annunzio della parola.
Ora, Padre Celeste, ascolta la nostra preghiera: guarda con bontà questo tuo figlio, che noi consacriamo come diacono perché serva al tuo altare. Ti imploriamo di effondere in lui lo Spirito Santo per fortificarlo e aiutarlo a compiere le opere del suo nuovo ministero. La sua nuova vita sia generosa, richiami costantemente il Vangelo e susciti imitatori. Il nuovo diacono sia forte e perseverante nella fede e sia come tuo Figlio, che non venne per essere servito ma per servire.
Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Tutti: Amen.
Dopo l’ordinazione l’ordinato rimane in piedi mentre un diacono gli impone la stola e lo riveste della dalmatica, poi si avvicina al vescovo e si inginocchia, mentre un diacono porta al vescovo il libro dei Vangeli. che Il vescovo lo consegna all’ordinato dicendo:
Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l’annunziatore: credi sempre a ciò che proclami,
insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni.
Ricevuto il libro dei Vangeli il diacono torna al suo posto dopo aver scambiato con il vescovo l’abbraccio e il bacio della pace, dicendo: La pace sia con te.
L’ordinato risponde: E con il tuo spirito.
Il nuovo diacono viene abbracciato da tutti i diaconi presenti che lo accolgono nella comunità con questo gesto simbolico.
IL RUOLO DEL DIACONO NELLA SS MESSA
Il Diacono che partecipa può svolgere un ruolo molto attivo durante la SS Messa.
Il Diacono partecipa alla processione iniziale seguendo il Sacerdote che celebrerà il rito e dopo la riverenza prende posto a lato dell’altare dove sarà stata predisposta una seduta idonea per lui.
Il Diacono lascerà il suo posto ogni qualvolta viene richiesto il suo intervento avendo cura di passare preferibilmente dietro l’altare.
La presenza del Diacono sarà discreta ma decisiva nei momenti salienti e normalmente sostituisce il Lettore nella proclamazione della prima lettura e del salmo o della prima e seconda lettura secondo quanto viene stabilito per la specifica Liturgia.
Il Diacono riceve dal Sacerdote che celebra la benedizione specifica per proclamare il Vangelo del giorno e può anche sostituirlo nell’Omelia e nella presentazione iniziale della SS Messa del giorno.
Il ruolo del Diacono durante la SS Messa è importante, sottolineato da interventi notevoli nei momenti principali. Il Diacono può sostituire il Lettore nelle sue funzioni ma il Lettore non può sostituire il Diacono nei suoi compiti in quanto il Diacono è un membro effettivo del Clero mentre il Lettore rimane un laico.
La nostra Chiesa ritiene che la celebrazione della SS Messa debba essere eseguita nella lingua e secondo le tradizioni locali per il rispetto dei fedeli. In Italia la celebrazione segue il rito Romano e avviene utilizzando la lingua italiana.