I LINI INDISPENSABILI
- tovaglia per l’altare che ne oltrepassi i bordi anche per coprire le gambe del tavolo o dei tavoli senza però arrivare a toccare il pavimento. L’altare simboleggia la mensa del Signore la tavola del cenacolo cioè il tavolo della taverna dove nostro Signore spezzò e condivise per la prima volta il pane e il vino. L’altare è coperto dalla tovaglia di lino (nel ricordo del telo nel quale viene avvolto il corpo di Gesù) e ornato con tre ceri corti e larghi. Il Venerdì Santo l’altare viene lasciato spoglio e in eventi speciali può essere adornato da una tovaglia, candelabri più ricchi e fiori. I fiori non possono ornare l’altare durante l’Avvento e la Quaresima considerati periodi penitenziali;
- tovaglia per il tavolino di servizio simile a quella dell’altare ma più modesta;
- corporale un quadrato di circa 50 cm di lino bianco senza ricami (che potrebbero trattenere frammenti delle ostie), leggermente inamidato e piegato in nove quadrati. Va aperto e richiuso prima e dopo la celebrazione dell’Eucarestia. Vi si poggiano il calice e la patena, cioè la coppa e il piattino metallico sui quali il Sacerdote maneggia le ostie consacrate perché ha il compito di raccogliere eventuali frammenti dell’ostia o gocce di vino che possono cadere;
- palla per il calice un quadrato in lino di circa 20/25 cm con cui si copre il calice per impedire a corpi esterni di contaminare il Sangue di Cristo. Può essere decorata con ricami e irrigidita da un inserto in cartoncino o in plastica oppure inamidata per risultare rigida. Una seconda palla servirà a coprire la coppa o la pisside con le ostie;
- purificatoio un quadrato di tessuto da 50 cm circa che serve a detergere (purificare) il calice, la patena e le labbra del Sacerdote durante il rito;
- manutergio è un asciugamano di lino per il Sacerdote che dopo le abluzioni liturgiche si asciuga le dita. Viene utilizzato prima della SS Messa, del Battesimo, dell’offertorio e dopo la Comunione e anche quando viene dispensata la Comunione a di fuori della SS Messa;
La piegatura dei lini d’altare
Il corporale e il purificatoio vanno idealmente divisi in nove quadrati, si procede piegando i tre a destra su quelli centrali (1) e poi quelli a sinistra sopra (2), infine si piegano i tre quadrati rimasti su quello centrale (3) e (4). Se presentano una croce questa va inizialmente lasciata sotto e nelle piegature finali si fa in modo di farla risultare visibile.
Il manutergio è un asciugamano in genere è rettangolare e viene piegato in modo analogo ma dividendolo idealmente in tre parti verticali da sovrapporre e infine va piegato a metà verticalmente.


La piegatura del corporale e del purificatoio può sembrare complessa ma in realtà si tratta solo di piegare un quadrato in nove parti quindi non è importante come farlo ma il risultato che si ottiene alla fine.
Il manutergio è un piccolo telo per asciugare le mani e va generalmente piegato in tre parti e poi chiuso in due senza particolari problemi se viene utilizzato in emergenza un telo più piccolo.
La preparazione del calice per l’altare
Il calice viene portato all’altare protetto dal purificatoio piegato a striscia e appoggiato direttamente sul calice, sopra viene appoggiata la patena che accoglie l’ostia magna quella grande destinata al Sacerdote celebrante e il tutto viene coperto dalla palla inamidata o irrigidita da un cartoncino o un quadrato di plastica e dal corporale ancora piegato.
Durante la preparazione per l’Eucarestia il corporale sarà disposto sull’altare al centro vicino al Sacerdote in posizione comoda per lui e dispiegato perché determina lo spazio sul quale vengono appoggiati il calice, la patena e tutto quanto utilizza il celebrante per la preparazione dell’Eucarestia.
Si tratta quindi di una piccola tovaglia dedicata alla celebrazione eucaristica da appoggiare sul telo che copre l’altare.
Al centro del corporale aperto sull’altare viene appoggiato il calice e la patena perché il corporale deve raccogliere eventuali briciole delle ostie consacrate e gocce di vino.
La cosa più importante è consumare integralmente il vino e le ostie o il pane consacrati dal rito dell’eucarestia senza lasciare alcun residuo.
In grande emergenza l’unico lino indispensabile è quello per detergere il calice dopo averlo vuotato.
