I Diaconi non hanno doveri imposti ma unicamente diritti e possibilità. Il Diacono assolve compiti di ministrante parola che deriva dal verbo latino ministrare che significa servire.
Il servizio del Diacono è prevalentemente laico e viene sempre svolto volontariamente e in forma non retribuita come per gli altri ordini ecclesiastici. Il Diacono non riceve stipendio anche se, in casi eccezionali i Diaconi in condizioni di indigenza possono essere aiutati dalla Chiesa o anche fruire di rimborsi per svolgere attività specifiche.
Essere scelti e ordinati Diaconi è un grande onore che i candidati non indigenti sottolineano con una donazione liberale alla Chiesa prima della loro ordinazione.
Gli aspiranti al diaconato devono ricevere un’accurata preparazione e il percorso formativo, umano, spirituale, dottrinale e pastorale può durare anni. Oltre allo studio teologico, viene svolto un tirocinio con incontri di approfondimento. Eccezionalmente il tirocinio può anche seguire l’Ordinazione: in questo caso il tirocinio è più lungo, dura circa un anno e viene svolto sotto la supervisione di un tutore designato. La formazione del Diacono, come quella dei professionisti laici, è permanente e prosegue ogni giorno.
Il ministero, cioè i compiti, del Diacono sono sintetizzati nella triade della diaconía costituita dalla liturgia, dalla predicazione e dal servizio. Attraverso questi tre impegni il Diacono serve il popolo di Dio, in comunione col Vescovo e i Sacerdoti.
Dal punto di vista liturgico Il Diacono può:
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amministrare solennemente il battesimo
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conservare e distribuire l’Eucaristia
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assistere e benedire il matrimonio in nome della Chiesa
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portare il viatico ai moribondi
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leggere la Sacra Scrittura ai fedeli
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istruire ed esortare il popolo
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presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli
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amministrare i sacramentali cioè le benedizioni
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presiedere al rito funebre e alla sepoltura
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predicare e fare apostolato.
I compiti laici del Diacono sono invece senza limiti potendosi occupare di ogni aspetto della gestione della Chiesa e di ogni attività collaterale.
Gli uffici di carità e di assistenza dei Diaconi devono sempre essere misericordiosi e attivi per camminare lungo la via della verità tracciata dal Signore che si è fatto servo di tutti.
Il Diacono deve essere un Cristiano battezzato con età minima di 25 anni per i celibi e di 35 per le persone sposate. Gli aspiranti Diaconi coniugati devono informare delle loro intenzioni il coniuge e i figli e ricevere il loro consenso.
I Diaconi anglicani e ortodossi non hanno limitazioni mentre quelli romani, celibi o vedovi, dopo l’ordinazione non possono più sposarsi in evidente contrasto con l’esortazione delle Sacre Scritture: “crescete e moltiplicatevi!”.
Al diaconato possono accedere sia gli uomini che le donne ad eccezione della Chiesa romana che non prevede un accesso delle donne a questo ministero. Papa Francesco, ricevendo in Vaticano il 12 maggio 2016 l’Unione internazionale delle superiore generali ha annunciato di voler “costituire una commissione ufficiale che possa studiare la questione del diaconato femminile perché anche nel Trattato “Didascalia apostolorum” (“Didascalia degli Apostoli”) si parla di Diaconi femminili. Presto quindi sarà Papa Francesco a correggere il non senso della partecipazione femminile agli ordini ecclesiali nella Chiesa romana con tutte le difficoltà e gli ostacoli imposti dall’attuale clero romano che vorrebbe mantenere le attuali, ingiustificate e arbitrarie discriminazioni di genere del Vaticano.
Durante le liturgie i Diaconi svolgono servizi minori di assistenza ai Sacerdoti e ai Vescovi.
Se la Consacrazione dell’Eucarestia è riservata unicamente ai Sacerdoti, i Diaconi possono svolgere, a loro discrezione, anche ruoli molto attivi perché non si limitano a costituire un semplice status di transizione tra quello laico e quello sacerdotale.
Addirittura sono moltissimi i Diaconi che scelgono di non proseguire il percorso sacerdotale per dedicarsi esclusivamente ai compiti del Diacono.
Il Diacono si occupa degli aspetti finanziari, dei servizi sociali, delle opere pie e di beneficenza, in pratica si occupa prevalentemente della conduzione della comunità e degli aspetti pratici permettendo così ai Presbiteri e al Vescovo di concentrarsi sugli aspetti della liturgia e nella guida spirituale delle anime.
A fronte della forte connotazione sociale del proprio servizio il Diacono possiede pochi compiti nelle cerimonie liturgiche e di fatto nessun obbligo.