Il telefonino è diventato un compagno inseparabile e ci affianca con un fotocamera in alcuni modelli eccellente che spesso non sappiamo utilizzare oltre il 5% delle sue possibilità.
Reflex vs telefono
Da anni il punto di riferimento e la fotocamera reflex, prima 35mm poi divenuta digitale. In effetti oggi tutte le macchine fotografiche sono digitali ma per tutti gli appassionati rimane vivo il confronto con la vecchia 35mm per la focale degli obiettivi. Le amcchine venivavo consegnate con un obiettivo da 50mm di lunghezza focale molto simile per campo di visione al nostro occhio e per questo definito normale. Diminuendo la lunghezza focale il campo ripreso si allarga e abbiamo il grandangolo da 35mm e quelli più spinti da 24mm e 20mm utilizzati in architettura sino al fisheye (occhio di pesce) che con una focale estrema restituisce immagini circolare piacevolmente deformate. Aumentando la focale abbiamo 80mm e 135mm come teleobiettivi da ritratto, 200mm come medio tele e focali più spinte da 300mm e 500mm utilizzati per lo sport e gli animali selvatici sino ad arrivare a veri mostri da 1000mm e 1200mm.
Questa classificazione standard e nota a tutti va calibrata per gli obiettivi digitali in relazione alla dimensione del sensore digitale della reflex o dello smartphone applicando una semplice formula.
In generale la reflex dispone di obiettivi intercambiabili, grandi e pesanti, che raccolgono più luce e sono più lunimosi e sensori da 50 o 60 Megapixel o più. Ottiche e sensori delle reflex sono sempre migliori di quelle costrette nei telefoni da spessori sottili anche se alcuni telefoni hanno sensori da oltre 100 Megapixel. I sensori e gli obiettivi delle reflex superano quelli dei telefoni quando è necessario ingrandire le foto mentre per fotografie da album da 10 x 13 cm o poco oltre la differenza è difficile da apprezzare. Anche le foto destinate alla pubblicazione in rete non hanno definizioni eccessive che rallenterebbe troppo il caricamento della pagina, In definitiva per questi usi semplici ma diffusissimi reflex e telefono di ottimo modello si equivalgono.
Le reflex sono però dotate di sofisticati software di gestione e di possibilià manuali assenti nei telefoni e la possibilità di agire sui diaframmi fornisce risultati non paragonabili. Più oltre vedremo che anche i telefoni possono essere gestiti, in parte, manualmente ma con sistemi complessi e mai totali. Il telefono viene utilizzato quasi sempre in modalità automatica e bisogna conoscerne caratteristiche e limiti per ottenere belle immagini.
La coppia tempi e diaframmi
La fotografia è dominata dai tempi di scatto rapidissimi (oltre 1/250 di secondo) per catturare immagini in movimento, medi per foto normali (1/125 di sec.), lenti per riprese notturne e con luce scarsa (inferiori a 1/30 di sec) e lentissimi anche di molti secondi per effetti speciali come le foto notturne con le scie luminose delle auto e l’eliminazione delle persone dalla scena. I tempi lunghi di ripresa catturano le scie dei fari grazie alla persistenza delle immagni sul sensore ed eliminano le auto che si muovono troppo veloci per essere riprese in poca luce. Anche tenendo, sul cavalletto, l’otturatore aperto per tempi ancora più lunghi è possibile eliminare i passanti fotografando solo le parti immobili come i monumenti.
Le reflex in genere possiedono la capacità di scatto in formato RAW cioè non scattano una sola foto ma alcune foto con diaframmi diversi lasciandoci la possibilità di scegliere la luminosità migliore secondo i nostri gusti quando andiamo ad utilizzare le immagini cosa che i telefonini non fanno.
Il diaframma che spesso non esiste nei telefoni è un sistema che riduce l’apertura massima dell’obiettivo. Alla massima apertura l’obiettivo cattura una drande quantità di luce ma chiudendo il diagramma si aumenta la profondità di campo cioè la distanza minima e massima entro le quali i soggetti risultano a fuoco cioè ben nitidi. La profondità di campo, in effetti, dipende anche dalla lunghezza focale: estesa con i grandangoli e molto ristretta con i teleobiettivi.
Un’altra differenza è la difficoltà di utilizzare i filtri che normalmente si avvitano di fronte alla lente più esterna. I più diffusi sono i polarizzatori che eliminano i fastidiosi riflessi, quello salmone che accresce la saturazione dei colori, quello grigio per ottenere l’effetto notte in pieno giorno e quello flou che sfuoca leggermente i contorni rendendoli meno netti e coprendo, ad esempio, i difetti della pelle o delle superfici. Altri filtri generano riflessi luminosi o effetti caleidoscopi e per le foto in bianco e nero esistono i filtri colorati per creare effetti speciali su colori specifici, rendere più incisivo il cielo e aumentare il contrasto significativamente. Comunque i filtri filtri possono essere ricreati anche in post produzione con software specifici o essere adattati al telefono con clip a pinza.
Reflex e telefono possono variare la sensibilità dei sensori facendo riferimento a quella espressa in ASA delle pellicole tradizionali. L’impostazione simula la resa delle pellicole per i sensori: 50 ASA per ottima resa dei colori e grana finissima, 100/200 ASA per riprese generali e da 400/800 ASAe oltre per riprese di soggetti in movimento rapido con resa peggiore e grana più grossa.
La grana è la capacità di riprendere dettagli minimi senza perdite di definizione: valori bassi della scala ASA catturano dettagli minuscoli mentre quelli alti è come se dovessero ingrandire la dimensione dei singoli pixel diminuendo la dimensione dei piccoli particolari che riescono a riprodurre. In effetti per aumentare la sensibilità alla luce dei sensori il software raggruppa i pixel adiacenti: 9 pixel raccolgono nove volte più luce di uno solo ma restituiscono immagini meno dettagliata. Dobbiamo utilizzare questa possibilità con estrema parsimonia o per effetti speciali.
Entrambi i sistemi sono reflex cioè consentono di vedere ciò che stiamo inquadrando e di impostare la griglia: si tratta di due linee orizzontali e due verticali che dividono in tre parti l’immagine e che non vengono riportate nelle immagini. La griglia serve per comporre le immagini ad esempio il soggetto principale normalmente viene posizionato in uno dei quattro punti di intersezione fra le linee, oppure si cerca di distribuire le aree più interessanti in modo omogeneo oppure asimmetrico sempre aiutati dalle linee della griglia utili anche per verificare se la ripresa è orizzontale o verticale (i soggetti possono essere ripresi efficacemente anche palesemente obliqui ma se invece fotografiamo un quadro o un edificio di poco non ortogonale il risultato è pessimo).
Le linee fanno da riferimento anche per le “linee cadenti” che vengono generate quando fotografiamo un soggetto con l’asse di ripresa non orizzontala: ad esempio se fotografiamo un quadro, un manifesto o un edificio dal basso verso l’alto il risultato apparirà con i lati non verticali ma inclinati e aperti. In questo caso il telefono supera la reflex perché possiede un software particolare nato per fare fotocopie anche di elementi poggiati su superfici non planari o fotografate non in asse. Il software, dopo lo scatto, riconosce i bordi e raddrizza le linee cadenti restituendo una perfetta immagine planare. Oltre che per eseguire scansioni e fotocopie questa possibilità può essere utilizzata anche per riprendere soggetti diversi eliminando le linee cadenti dato che i margini possono essere modificati dopo aver scattato la foto quando appare l’immagine con un rettangolo con cerchietti ai vertici che possono essere spostati da noi per ritagliare la parte interessante dell’immagine che subirà la correzione delle linee cadenti.
Lo zoom
Le reflex dispongono di zoom (cioè la possibilità di variare la focale dell’obbiettivo, in modo ottico cioè spostando un gruppo di lenti mantenendo la massima resa mentre i telefoni possiedono solo lo zoom digitale (a parte alcuni modelli che offrono più fotocamere ciascuna dotata di obiettivi diversi grandangolo e tele). Lo zoom digitale va utilizzato solo quando vogliamo accorciare la focale, generalmente con un cursore che da 1x arriva a 0,6x aumentando sino quali al doppio l’angolo di ripresa. Lo zoom digitale non va mai utilizzato invece come tele in quanto si limita ad attivare solo le zone di pixel centrali che vengono allargate sino a comprendere tutto il campo visivo ma restituendo immagini meno definite. Lostesso effetto può esser ottenuto in post produzione con un normale software grafico ritagliando e allargando l’immagine normale, consentendoci di apprezzare in tempo reale quanto perdiamo in dettaglio e quanto ingrandimento otteniamo.
Esistono anche dei kit che in genere contengono un mini cavalletto, un teleobiettivo, un grandangolo, un sistema di aggancio al telefono e alcuni filtri. Sono sistemi universali costituiti da aggiuntivi ottici utili se di buona qualità che non degradano l’immagine ripresa.
La foto mostra un kit commerciale che comprende 4 obiettivi aggiuntivi (ben riconoscibile l’ingombrante teleobiettivo), il paraluce in gomma morbida la clip per apllicarli al telefono e il cavalletto con le zampe estensibili e la pinza di blocco. Questo kit comprende fisheye, grandangolo e lente maro oltre al teleobiettivo, il tutto contenuto in un piccolo case con panno di pulizia. In questo caso Il piccolo cavalletto permette di appoggiare su una superficie il telefono e insieme ad uno smartwatch ci consente di creare gruppi che comprendono anche noi stessi e scattare foto comandando lo scatto dall’orologio. Questo sistema può essere vantaggiosamente utilizzato anche quando facciamo foto speciali con tempi di scatto molto lunghi per evitare di muovere o far vibrare il telefono toccando il telefono per lo scatto. In emergenza si appoggia il telefono a qualcosa e si utilizza l’autoscatto ma il binomio cavalletto smartwatch è molto più efficace.
Il telefono generalmente presenta in basso un pulsante per lo scatto della foto insieme al simbolo di riciclo che alterna fa fotocamera anteriore a quella/e posteriori e un tasto per rivedere le foto eseguite subito. La camera anteriore ha prestazioni molto inferiori ed è pensata per i selfi e le videochiamate ma i selfi possono essere fatti anche con orologio e cavalletto per usare le camere posteriori migliori.
Sopra questi pulsanti troviamo un menù che, in relazione alle scelte, ne fa comparire altri: specifici generalmente:
# Pro con impostazioni professionali come formato, attivazione della dìgriglia, tempo di ritardo autoscatto, RAW (se disponibile), ultra HD, filtri colore, correzioni ai parametri di ripresa, impostazioni grandangolo – ultra grandangolo e macro, raffica di foto da 10 a 300 scatti in 5 sec,, ecc.
# Documenti per la scansione di documenti o l’eliminazione delle linee cadenti
# Video che permette di girare video clip scegliendo la definizione (in alcuni modelli sino al 4K), ecc.
# Foto con optioni generiche
# Ritratto con scelte dedicate ai ritratti
# Notte per migliorare le foto notturne o con luce scarsa
# Altro questo è un menù molto particolare dedicato soprattutto ai video permette anche video al rallentatore, videoclip, ecc., ma anche l’esposizione prolungata e i panorami per foto particolari.
Sono menù da scoprire e provare generalmente dotati di funzioni esplicative con ulteriori scelte.
Sopr la linea dei menù troviamo anche un cursore che modifica la lunghezza focale da 0,6x e 2x in modo digitale e del quale abbiamo già parlato.
RIferimenti focale obiettivi
La pellicola 35 mm ha una diagonale di 43,3 mm e dividendo questo valore per la dimensione, sempre espressa in mm, del sensore del telefono si ottiene il fattore crop. Se nel manuale è indicata non la diagonale ma le misure dei lati del sensore la diagonale cercata può essere calcolata con il teorema di Pitagora; moltiplicando fra loro ogni lato per poi sommare i risultati e calcolare la radice quadrata di questo numero: operazione semplicissima anche con la calcolatrice del telefono (in modalità estesa se non appare il simbolo della radice).
A questo punto controlliamo, sul manuale, la focale degli obiettivi del nostro telefono che moltiplicate per il fattore crop fornisce la lunghezza focale equivalente di quelli per gli obiettivi 35mm.
I sensori dei telefoni sono di 3 classi: per Xiaiomi, Samsung e Huawei la diagonale è 12mm (crop 3,6); OnePlus, Sony e iPhone 10mm (crop 4,3); tutti gli altri di buona fascia 7mm (crop 6,2).
Generalmente i telefoni possiedono un fotocamera con obiettivo equivalente ad un grandangolare medio 35mm da 24mm/35mm con apertura del diaframma da F1,2 a F2,8. I telefoni dotati di obiettivi multipli possono variare da 16mm a 300mm. Naturalmente tutto dipende dal modello ma calcolare la lunghezza focale delle proprie ottiche con il metodo che abbiamo illustrato è importante per conoscere le possibilità del nostro device.
Reflex e telefoni possono anche fissare su foto e filmati la geolocaione (cioè le coordinate GPS dello scatto), giorno e ora e persino commenti vocali o audio per i filmati. Qualche anno fa un noto regista ha annunciato di aver girato un proprio film interamente con i sistemi ottici di uno smartphone!
In realtà dobbiamo sempre adeguare il formato di immagini e video alle necessità di utilizzo del prodotto finale perché è inutile appesantire inutilmente il materiale utilizzando formati inutilmente pesanti quando non sono richiesti. Ottimo il telefonino e le sue possibilità per videoconferenze e video lezioni per le quali non sono richieste risoluzioni troppo spinte ma piuttosto leggerezza di trasmissione e riproduzione.
Post produzione
È molto importante sempre le immagini catturate possono essere ritagliate per evidenziarne parti specifiche e migliorarle anche in modo importante utilizzando uno dei tanti software disponibili come ad esempio Gimp disponibile per ogni sistema operativo. Tagliare le zone poco significative riduce il peso delle immagini e programmi come Gimp possono anche comprimerle ulteriormente agendo su risoluzione e qualità. Esistono anche software e servizi online per ridurre le immagini anche significativamente senza perdita di qualità. Come i testi anche le immagini jpg, png e gift possono essere ridotte senza perdite eliminando alcuni dati superflui per chi le riceve. Molto importante è ridurre le immagini RAW che in realtà sono immagini multiple molto pesanti scegliendo quella più efficace e trasformandola in un formato più snello. Anche i filmati possono essere efficacemente ridotti senza perdere qualità ma questo sarà oggetto di un’approfondimento specifico.
Per i panorami che sono essenzialmente l’unione di foto multiple è importante la post produzione per renderle efficaci eliminando con il ritaglio le zone poco significative.
Esistono anche App dedicate alla sezione fotografica del cellulare e anche App per il ritocco: le prime sono da provare se cerchiamo effetti particolari mentre le seconde sono inutili in quanto una post produzione efficace può essere realizata solo con un computer.
Conclusione
Le possibilità di produzione di immagini e filmati dei cellulari di ultima generazione sono importanti e spesso vicine a quelle delle reflex digitali amatoriali. Naturalmente quando la produzione è destinata a livelli alti per formato le reflex hanno altri valori ma per quelle destinate all’album o alla pubblicazione uno smartphone bene utilizzato può essere paragonato ad una reflex che supera per comodità d’uso, tascabilità e dimensioni di un device che abbiamo sempre con noi al contrario delle ingombranti reflex digitali.
La migliore macchina fotografica è quella che conosciamo molto bene quindi se intendiamo utilizzare le nostre foto dobbiamo farne tante e conoscere doti e difetti di quanto usiamo.
Sempre importante è evitare il mosso che peggiora moltissimo ogni scatto. Per le foto utilizziamo sempre situazioni con molta luce, evitando riflessi e controluce e tenendo particolarmente fermo il cellulare durante lo scatto. Per i filmati verifichiamo se il nostro modello dispone di stabilizzazione automatica ottica (più efficace) o digitale informandoci anche sui formati supportati: spesso i formati più pesanti non lo inseriscono quindi la scelta deve essere particolarmente accurata e ridurre il formato per disporre della stabilizzazione è una scelta saggia. Alcuni modelli utilizzano la stabilizzazione anche per le foto.
Importantissima è la composizione delle riprese e la post produzione efficace che permette con il formato RAW di migliorare decisamente le foto anche dopo lo scatto impresa impossibile per i formati di pellicola tradizionali. Le possibilità di scattare immagini multiple, prima riservata a reflex dotate di costosi motori, è un’altra efficace possibilità come i filmati al rallentatore che arrivano anche a 1000 scatti a secondo in luogo dei canonici 24 producendo effetti interessanti rallentando il movimento sino a 40 volte per analizzare movimenti nei dettagli poco percepibili a velocità normale. Un’altra possibilità interessante consiste nel filmare video ripetuti facendo apparire più volte lo stesso soggetto che apparirà duplicato in grado di interagire con se stesso.
Poco interessanti, se non per effetti particolari, i kit di espansione con gli aggiuntivi ottici scomodi e ingombranti con l’additivo grandangolare forse il più utile per allargare il campo di ripresa tenendo conto che le focali corte coprono molti difetti ottici. Meno utili i teleobiettivi frequentemente molto più pesanti del telefono e di difficile gestione anche perché i grandi ingrandimenti poco concedono ai difetti. Se ricercate spesso effetti speciali, foto di gruppi e selfi utilissimo è il mini cavalletto che chiuso diventa poco più grande di un grosso pennarello.
Utilizzando Telegram contemporaneamente su telefono e computer è semplicissimo trasferire le proprie foto e i video che vanno tagliate e ritoccate con il PC e anche condividerle con altri.