Il nostro cervello cerca di prevenire ma a volte sovrastima le energie necessarie e ci fa sentire stanchi anche dopo una buona nottata di sonno.
Chi soffre di stanchezza cronica tende a percepire ogni atto come più faticoso un errore di valutazione del nostro cervello che ci fa sentire più stanchi di quanto dovremmo che deriva da un problema di comunicazione tra cervello e corpo: la percezione della fatica che funziona male fa ritenere al sistema nervoso centrale che ogni gesto richieda maggiori energie amplificando la fatica e creando stanchezza cronica immotivata.
La stanchezza è un preciso messaggio del cervello, che a volte interpreta male i segnali del corpo ma non deve essere ignorata ma gestita con sonno regolare, riduzione dello stress e una vita fisicamente attiva aiutano il cervello a ricalibrare la percezione della fatica cioè dell’energia da utilizzare.
Se la stanchezza dura mesi deve intervenire il medico perché potrebbe essere un disturbo del sonno, un problema ormonale, una carenza nutrizionale o una patologia neurologica.
Un sistema molto efficace è alternare momenti di attività e riposo sia fisico che mentale: anche brevi pause di 10 minuti ogni ora possono ridurre la fatica mentale in modo significativo.
Dormire e alimentarsi ad orari costanti, seguire una dieta con carboidrati integrali, proteine leggere e verdure migliora il contrasto alla fatica insieme ad una idratazione di circa 1,5 litri al giorno di acqua,
Dal 1970 i medici militari hanno scoperto che l’efficienza dei soldati rimane alta anche in ambienti con temperature molto alte di 40/50°C se ci si idrata con qualche litro di acqua ogni ora.
I dispositivi digitali sono parte della nostra vita ma prendersi una pausa la sera, leggere o passeggiare all’aperto prima di andare a letto migliora la qualità del sonno.