Microplastiche

Vengono definite microplastiche le particelle più piccole di 5 millimetri, che derivano dalla degradazione di oggetti più grandi o sono prodotte direttamente per essere usate come abrasivi in prodotti come cosmetici e detersivi. Queste particelle si trovano ovunque, dall’Artico all’Amazzonia, e rappresentano una minaccia per l’ambiente e la salute umana perché possono essere ingerite dagli … Leggi tutto

Il sistema linfatico

Il sistema linfatico è una rete di vasi che trasportano la linfa, un liquido che filtra dai vasi sanguigni, raccoglie scarti e patogeni dai tessuti, e li porta ai linfonodi, organi che agiscono come filtri del sistema  immunitario per contribuire alla difesa del corpo contro infezioni e tumori, e svolge anche un ruolo nel mantenere … Leggi tutto

Gli orologi che salvano la vita

Il chip elettronico del Defibrillatore possiede la capacità di eseguire un elettrocardiogramma a due canali e dispone di un software specifico per analizzarlo come farebbe un medico cardiologo.

Gli smartwatch salute quindi sono in grado, in circa un minuto, di eseguire un ECG e valutarne i risultati.

Questa possibilità è utilissima per prevenire problemi cardiaci: quando riteniamo ci sia qualche problema possiamo fermarci e avviare l’elettrocardiogramma dello smartphone che fornisce subito una valutazione del nostro stato sotto forma di settori colorati associati alle principali funzioni cardiache.

Se il sistema presenta segnali gialli o rossi dobbiamo immediatamente interrompere ogni attività e porci in stato di assoluto riposo verificando che gli indicatori ritornino verdi.

Lo smartphone va tenuto al polso che utilizza come primo sensore e dopo aver avviato il programma di misura ECG con l’altra mano è necessario stringere il quadrante tenendo il polpastrello dell’indice sul sensore laterale premuto dalla pressione del pollice contrapposto.

Dopo circa 10 secondi il sistema rileva la frequenza cardiaca, poi dopo altri dieci secondi inizia a mostrare il caratteristico tracciato elettrocardiografico e alla fine del ciclo presenta una serie di valutazioni sui possibili rischi di:

  1. miocardite
  2. aritmia
  3. patologie coronariche
  4. arteriosclerosi
  5. livello di stress
  6. affaticamento

Questi indicatori devono risultare tutti verdi e se invece alcuni sono gialli dobbiamo interrompere ogni attività e porci in una condizione di assoluto riposo.

Indicatori di colore rosso suggeriscono di contattare il nostro medico se lo stato di riposo non è sufficiente a riportarli subito a condizioni normali.

I primi 4 indicatori sono quelli più importanti, mentre gli ultimi due, stress mentale e fatica fisica, sono frequentemente alterati e destano meno preoccupazioni anche quando sono rossi.

Lo smartphone salute collegato al telefono con la sua Applicazione specifica dopo l’analisi riporta in dettaglio tutti i parametri rilevati e anche la rappresentazione grafica del tracciato rilevato su carta millimetrata come di consueto.

Tutte le informazioni vengono commentate quindi valutate, ma è comunque interessante saper distinguere un tracciato normale da uno potenzialmente patologico in modo da poter allertare precocemente il proprio medico e prevedere possibili complicazioni.

Per questi motivi e per un utilizzo più consapevole di questi eccellenti orologi è importante saper  riconoscere le principali anomalie del tracciato ECG.

Il tracciato ECG

L’elettrocardiogramma registra il risultato dell’interazione dell’attività elettrica delle fibrocellule del miocardio e del sistema di conduzione riportando su carta millimetrata, per facilitare le misure, onde ed intervalli.

Il tracciato viene prodotto con alcune convezioni di base: la carta scorre ad una velocità di 25 mm/sec e le onde vengono definite in relazione alla loro posizione rispetto alla linea isoelettrica che rappresenta il livello di base, la linea retta orizzontale che indica l’assenza di attività elettrica del cuore.

Le onde e gli intervalli sopra la linea si definiscono positivi mentre quelle sotto la linea negativi.

In condizioni di normale attività miocardica la linea isoelettrica corrisponde al periodo di ripolarizzazione ventricolare cioè quando il cuore non è attivo elettricamente mentre i ventricoli si rilassano dopo la contrazione necessaria a pompare il sangue.

Le onde che si trovano sopra la linea isoelettrica (P, R, T) sono definite onde positive mentre le onde negative sono quelle che si sviluppano sotto (Q, S).

Ogni deviazione dal normale andamento come ad esempio un tratto ST elevato oppure depresso, spesso indicano patologie cardiache, come l’infarto miocardico.

Le onde dell’elettrocardiogramma

Il cuore è formato da quattro cavità: due atri superiori e due ventricoli inferiori, disposti in coppia, a destra e a sinistra.e separati da setti.

Le cavità superiori chiamate atri sono responsabili di ricevere il sangue dai vasi venosi e di riversarlo nei ventricoli sottostanti che pompano il sangue nelle arterie, verso il circolo polmonare (ventricolo destro) e verso il resto del corpo (ventricolo sinistro).

Le cavità del cuore lavorano in modo coordinato per garantire il flusso del sangue in modo continuo, efficace e unidirezionale.

Il setto è la parete muscolare che separa verticalmente le due metà del cuore, impedendo che il sangue si mischi accidentalmente tra le due parti.

Il cuore è gestito da impulsi elettrici onde e ogni singola onda viene denominata convenzionalmente e riportata nel tracciato.

Onda P: è una piccola onda positiva, innescata dalla depolarizzazione atriale cioè l’attivazione elettrica degli atri.

Intervallo PR: è la distanza fra l’inizio dell’onda P e l’inizio del complesso QRS che rappresenta l’intervallo necessario perché la depolarizzazione atriale raggiunga i ventricoli.

Complesso QRS: rappresenta la depolarizzazione dei ventricoli.

Onda Q: è la prima deflessione negativa.

Onda R: è la prima deflessione positiva.

Onda S: è la seconda deflessione negativa.

Tratto ST: rappresenta la distanza fra l’onda S e l’inizio dell’onda T, cioè l’intervallo fra la depolarizzazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione del ventricolo che ripristina le condizioni elettriche di base ad inizio ciclo.

Onda T: è la prima onda positiva successiva al complesso QRS, e definisce la ripolarizzazione ventricolare.

Intervallo QT: è la distanza fra l’inizio del QRS e la fine dell’onda T e rappresenta l’intera attività elettrica ventricolare.

Onda U: è l’onda positiva successiva all’onda T, che rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje ma che non è sempre presente.

L’interpretazione dell’elettrocardiogramma è perfetta con un tracciato ECG a 12 derivazioni ma il chip salvavita del defibrillatore prende decisioni fondamentali sulla base di un elettrocardiogramma a solo due sensori che quindi sono sufficienti a salvare la vita.

La prima misura dell’elettrocardiografo è la frequenza cardiaca definita dal numero di pulsazioni ventricolari per minuto (bpm), la velocità di scorrimento della carta è impostata a 25 mm/sec quindi
un quadretto piccolo della carta millimetrata corrisponde a 0,04 secondi (40 ms) e un quadretto grande che comprende 5 quadretti piccoli corrisponde a 0,2 secondi in quanto 0,04 secondi x 5 = 0,2 secondi equivalenti a 200 ms.

La frequenza cardiaca può essere calcolata direttamente dal tracciato dividendo 300 per il numero di quadrati grandi esistenti fra due onde R successive, quindi se fra due onde R ci sono 6 quadrati grandi, la frequenza cardiaca sarà 300/6 = 50 bpm.

Normalmente la frequenza varia da 60 a 100 bpm con le frequenze superiori definite tachicardie e quelle inferiori bradicardie.

Se gli intervalli fra le onde R sono sempre uguali il ritmo è regolare, mentre se differiscono tra loro per più di 2 quadratini piccoli il ritmo viene considerato irregolare.

L’onda P deve trovarsi prima del complesso QRS e deve essere positiva se il ritmo è sinusale, cioè l’impulso elettrico viene originato dal nodo seno-atriale e siamo in una condizione normale, se invece è negativa l’impulso cardiaco è diverso dal normale: extrasistolia e/o tachicardia atriale.

A volte l’onda P si trova dopo il complesso QRS: condizione di retro-conduzione dell’impulso, che si verifica in molte aritmie sia sopraventricolari che ventricolari.

L’assenza di una chiara onda P denuncia l’aritmia più frequente: la fibrillazione atriale cioè una attività elettrica caotica degli atri, che determina una inefficace contrazione delle pareti ed una conseguente alta probabilità di formazione interna di coaguli.

Un’altra aritmia di frequente riscontro è il Flutter Atriale con ritmo anche regolare e tipiche onde con aspetto a dente di sega (onde F) causato ad un corto circuito elettrico nell’atrio che presenta una maggiore regolarità del ciclo ventricolare.

Il complesso QRS deve essere inizialmente positivo poi l’ampiezza dell’onda R deve aumentare mentre l’onda S deve ridursi, durata inferiore a 100-120 ms (2,5-3 quadratini), l’onda Q deve avere durata inferiore a 0,04 sec (1 quadratino) e l’ampiezza deve essere inferiore ad ¼ dell’onda R successiva senza considerare le onde Q poco rilevanti.

Il complesso QRS stretto di durata inferiore a 100 ms indica una normale attività ventricolare, se invece la durata supera 120 ms, si definisce largo e indica un rallentamento della conduzione, causata da blocchi di branca oppure da anomalie di Hiss del ritmo cardiaco dovute ad anomalie giunzionali o ventricolari.

La presenza di una tachicardia a QRS largo con ampiezza e morfologia variabile da un complesso all’altro, è tipica della fibrillazione ventricolare l’aritmia che più frequentemente causa arresto cardio-circolatorio determinata da un’attività elettrica disorganizzata dei ventricoli, con conseguente arresto dell’attività meccanica di pompaggio del sangue.

Una stimolazione da Pace Maker viene evidenziata da una rapida deflessione e una linea verticale prima di un QRS largo.

L’onda T della stessa polarità del QRS indica una normale ripolarizzazione ventricolare mentre se la polarità è opposta mostra ischemia o sofferenza miocardica con ipertrofia ventricolare, cardiopatie, ecc.

L’intervallo PR esprime la conduzione dell’impulso attraverso il nodo atrio-ventricolare, il fascio di His, le branche destra e sinistra e deve avere una durata compresa fra 120 ms e 200 ms (da 3 a 5 quadratini).

Quando è più corto può essere una variante normale in gravidanza o identificare la presenza di una via accessoria atrio-ventricolare cioè pre-eccitazione ventricolare mentre se è lungo la conduzione ai ventricoli è più lenta per blocchi atrio-ventricolari.

Normalmente ad ogni onda P deve seguire un intervallo PR costante e un complesso QRS di durata simile all’onda P mentre se il complesso QRS dura molto di più rispetto all’onda P ci sono blocchi Atrio-Ventricolari che possono essere:

  • di 1°grado: quando il PR è lungo;
  • di 2° grado tipo I: quando l’allungamento dell’intervallo PR è progressivo fino alla mancata conduzione in ventricolo cioè P non seguita dal QRS;
  • di 2° grado tipo II: se l’intervallo PR è normale ma la conduzione è di tipo 1:2, 1:3, 1:4, ecc.
  • di 3° grado o blocco completo quando la dissociazione atrio-ventricolare, è senza relazione costante fra onde P e complessi QRS con numero di onde P generalmente maggiore rispetto ai QRS stretti.

Nel caso delle tachicardie ventricolari, invece, il numero di complessi QRS (larghi) è generalmente maggiore di quello delle onde P.

L’intervallo QT esprime il tempo totale di depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare e varia con la frequenza cardiaca tra 360 ea 440 ms ed è patologico sia quando è più corto che quando è più lungo e sempre si associa ad una maggiore probabilità di sviluppare aritmie ventricolari.

Il tratto ST esprime la fine della depolarizzazione ventricolare, si può trovare fuso con l’onda T e non deve discostarsi dall’onda isoelettrica, non deve essere né sopra né sotto di più di 2 mm: un sopralivellamento superiore evidenzia un infarto miocardico acuto.

La sede del sopralivellamento del tratto ST permette la localizzazione dell’infarto e della coronaria interessata dall’ostruzione ma solo negli ECG a 12 elettrodi.

Conclusioni

Gli orologi ECG possono contribuire a individuare i fattori di rischio e i segni precoci di un infarto, permettendo di accedere più rapidamente a una diagnosi e a cure tempestive, ma non sono uno strumento per la diagnosi automatica dell’infarto.

Grazie a un’app specifica e spostando l’orologio in diverse posizioni sul corpo, è persino possibile creare un elettrocardiogramma a più derivazioni, simile a quello eseguito in ospedale.

È fondamentale non confondere questi dispositivi con strumenti salvavita in caso di sintomi acuti, i quali richiedono una chiamata immediata ai servizi di emergenza.

Come funziona un orologio ECG

L’app dedicata sull’orologio tenuto al polso registra l’attività elettrica del cuore posizionando un dito sul tasto Home.

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