Esplorare lo spazio ci ha cambiato la vita

L’esplorazione dello spazio rappresenta il migliore contributo ai gravissimi problemi umani e sociali che affliggono l’umanità anche se spesso non viene percepito subito in quanto le ricadute benefiche sono sempre di lungo periodo.

Chi strepita contro le spese dei programmi spaziali ignora i benefici quotidiani che ne ricaviamo e la rapida crescita del numero di persone che riusciamo a sfamare grazie alla tecnologia spaziale: regalare un pesce al vicino è un palliativo mentre insegnarli a pescare lo libera dal bisogno.

I quasi 5.000 satelliti in orbita offrono la telecomunicazione globale istantanea, previsioni meteo, sistemi di navigazione GPS, conoscenze astronomiche e altre innovazioni che hanno cambiato la storia insieme alla coscienza della vastità dell’universo che non può accogliere solo noi.

Oggi tutte le Nazioni avanzate possiedono un programma spaziale con ritorni tecnologici molto superiori ai costi e nessuno può permettersi di ignorare lo spazio.

I programmi spaziali contribuiscono a distribuire le risorse della Terra in modo più uniforme, supportano telemedicina, apprendimento remoto, servizi sanitari, produzione agricola cambiando la vita quotidiana umana in modo significativo e le colonie nello spazio creeranno una Terra più sostenibile e condizioni di vita ancora migliori per tutti.

La sfida attuale è il contenimento dei costi attraverso il riutilizzo dei sistemi spaziali che non è solo un mantra terrestre ma universale: non possiamo più permetterci di sprecare risorse monouso in ogni campo e l’ultima generazione di lanciatori basata su missili che rientrano intatti per essere riutilizzati è l’ultima risposta umana al riciclo a livello globale.

I sistemi satellitari spaziali hanno cambiato l’agricoltura diminuendo drasticamente i problemi della fame nel mondo e questo trend condurrà ad una società migliore con risorse più abbondanti e più uniformemente distribuite grazie alla ricerca spaziale.

Investire nella ricerca paga sempre molto: gli aerei, ad esempio, si sostengono in volo con la portanza generata dalle ali che creano con il loro profilo una maggiore pressione sotto di loro ma anche vortici all’estremità che frenano l’avanzamento del velivolo.

Le winglets della Boeing e le sharklets Airbus sono piccoli risvolti d’estremità che eliminano questi vortici consentendo di risparmiare circa il 5% di carburante.

Il consumo di carburante di un aereo di linea per ora di volo varia notevolmente in base al modello:

Il consumo di carburante è più alto durante il decollo e la salita in quota, si riduce sui voli più lunghi e ad alta quota con correnti a getto favorevoli ma è condizionato dalle condizioni meteo e dal peso del carico e della scorta di carburante.

Il carburante avio costa in media 0,85 €/Kg perché varia fra 0,73 e 0,96 €/Kg; quindi con un peso specifico di 0,8 Kg/l significa un litro di carburante per aerei costa circa 1 €.

Una berlina in media consuma 7 l/100 Km cioè percorre 14,28 Km/l quindi consuma 0,070 l/Km con un passeggero e 0,035 l/Km con due passeggeri.

Consumo carburante in litri per Km in funzione dei passeggeri trasportati:

Passeggeri
l/Km auto
l/Km aereo
1
0,070
0,019
2
0,035
3
0,023
4
0,018
5
0,014
Un aereo a corto raggio tipo 737 consuma invece 0,019 l/Km per passeggero quindi significativamente di meno rispetto ad un auto e anche gli aerei più grandi tipo 747 consumano circa 0,025 l/Km per passeggero paragonabili ai consumi di un auto con tre persone a bordo.

Un’auto consuma e inquina più di un aereo quando trasporta pochi passeggeri e purtroppo la media di utilizzo delle auto è bassa pari a 1,6 passeggeri che corrisponde ad 0,044 l/Km per occupante.

Questo significa che usare l’auto personale è il sistema più inquinante del mondo a meno di non sfruttarla sempre con almeno 4 o 5 passeggeri.

Per gli aerei poi esiste, oltre al kerosene fossile, un carburante alternativo sostenibile per l’aviazione chiamato SAF ricavato da oli vegetali usati, rifiuti e biomasse che possiede la capacità di ridurre le emissioni di gas serra fino all’80% rispetto ai combustibili tradizionali, considerando l’intero ciclo di vita dalla produzione alla combustione.

Il SAF può essere miscelato con normale carburante avio con emissioni di CO₂ durante il volo simili ma con un impatto ambientale complessivo di un quinto perché la CO₂ rilasciata viene assorbita dall’atmosfera durante la crescita delle piante o deriva dal riutilizzo di scarti con il vantaggio che arriva dalla produzione e può essere miscelato con il kerosene fossile per essere utilizzato subito negli aerei senza modifiche.

L’Unione Europea ha disposto obblighi specifici richiedendo una percentuale minima di SAF da miscelare al carburante fossile del 2% nel 2025 da aumentare progressivamente fino al 70% entro il 2050, per contribuire significativamente all’impatto climatico zero.

Il profitto è spesso la chiave della spinta ad avanzare e l’inizio dell’era spaziale commerciale non più limitata agli investimenti governativi sarà certamente decisiva in questo senso.

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