L’ordinazione sacerdotale è il sacramento che conferisce il secondo grado dell’ordine sacro, rendendo un uomo un presbitero.
Il rito, celebrato dal vescovo durante l’Eucaristia, include l’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione, e comporta l’accettazione di impegni come predicare il Vangelo, celebrare i sacramenti e servire il popolo di Dio.
Il percorso verso questo rito prevede una formazione teologica generalmente di qualche anno e un periodo diaconale di preparazione ma può essere, per fondati motivi accorciato dal vescovo.
Il rito dell’ordinazione
Il rito viene celebrato durante la S. Messa e ha inizio dopo la proclamazione del Vangelo con la presentazione e l’interrogatorio del candidato.
Un diacono presenta il candidato al vescovo, che lo interroga pubblicamente sui suoi impegni futuri.
I candidati promettono obbedienza al vescovo.
Imposizione delle mani: Il vescovo impone le mani sul candidato, un gesto antico e fondamentale per conferire il dono dello Spirito Santo mentre gli altri presbiteri ordinati eventualmente presenti impongono anche loro tendendo le mani verso l’ordinando come gesto di accoglienza nel presbiterio.
Preghiera di consacrazione: Il vescovo recita una preghiera con cui chiede a Dio di donare al candidato la dignità sacerdotale e di rinnovare in lui lo Spirito di Santità.
Dopo l’ordinazione vera e propria costituita dall’imposizione delle mani da parte del vescovo, si compiono altri riti che specificano la missione del nuovo sacerdote che indossa la stola sacerdotale, il vescovo gli unge le mani con il crisma e gli porge i doni del pane e del vino da offrire.
L’abbraccio del vescovo sancisce la comunione gerarchica, e i nuovi confratelli sacerdoti accolgono il nuovo presbitero nel loro ordine.
La formazione teologica e spirituale del candidato segue un lungo percorso di formazione, che dura diversi anni, in seminario ma nel caso l’ordinando venga considerato già pronto teologicamente, completamente o p parzialmente, il vescovo può abbreviare il percorso formativo a sua discrezione.
Prima di essere ordinato sacerdote, il candidato diventa diacono, e svolge un periodo di servizio pastorale, predicazione e preghiera che approfondisce la sua vocazione.
Il rito di ordinazione sacerdotale
Si tratta di una celebrazione solenne che inizia con la processione con la quale arriva in chiesa il vescovo e gli altri ordinati seguiti dall’ordinando , arrivato all’altare il vescovo si inchina e lo bacia.
Il vescovo: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti: Amen.
Il vescovo: La pace sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito
Il vescovo: Per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati ________pausa________ Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
Tutti: Amen.
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro. Amen.
Kyrie eleison
Signore pietà. Signore pietà.
Cristo pietà. Cristo pietà.
Signore pietà. Signore pietà.
Gloria
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo: Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Il vescovo: Preghiamo. Signore Dio nostro, che guidi il tuo popolo mediante il ministero dei sacerdoti,
concedi a questi diaconi della tua Chiesa, oggi da te eletti al sacerdozio, di perseverare nel servire la tua volontà, perché nel ministero e nella vita possano renderti gloria in Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.Amen.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli 20, 17-18a. 28-32. 36
In quei giorni, da Mileto Paolo mandò a chiamare a Èfeso gli anziani della Chiesa. Quando essi giunsero presso di lui, disse loro: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi. E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati».
Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò.
Seconda lettura Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 5, 14-20
Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.
Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni 17, 6. 14-19
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo: «Padre santo], ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato. Erano tuoi e tu li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».
Parola del Signore. Lode a Te o Cristo.
Eventuale omelia esplicativa.
Presentazione dell’eletto
Terminata la proclamazione del Vangelo l’eletto si presenta davanti al vescovo, il quale è seduto sulla sede per lui preparata e tiene in capo la mitra.
L’accompagnatore: «Si presenti _______ nome______ che chiede di essere ordinato»
L’ordinando: «Eccomi.»
L’accompagnatore: «Reverendissimo Padre, la Santa Madre Chiesa chiede che questo nostro fratello / sorella sia ordinato presbitero.»
Il vescovo: «Sei certo che sia degno di questo alto ufficio?»
L’accompagnatore: «Dalle informazioni raccolte presso la Comunità cristiana e a giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne è degno.»
Il vescovo: «Con l’aiuto di Dio noi scegliamo questo nostro fratello per l’ordine del sacerdozio.»
Tutti: «Rendiamo grazie a Dio.»
L’eletto si alza in piedi e si pone davanti al vescovo, che lo interroga dicendo: «Figlio carissimo, prima di ricevere l’ordine del presbiterato, devi manifestare davanti alla Comunità cristiana il tuo impegno. Vuoi esercitare per tutta la vita il ministero sacerdotale nel grado di presbitero, come fedele cooperatore dell’ordine dei vescovi nel servizio del popolo di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
Il vescovo: «Vuoi predicare il Vangelo e l’insegnamento della fede cattolica?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
Il vescovo : «Vuoi celebrare con devozione e fedeltà i misteri di Cristo secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel sacramento del Battesimo e nel sacrificio eucaristico e nel sacramento della riconciliazione, a lode di Dio e per la salvezza del popolo cristiano?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
Il vescovo: «Vuoi insieme con noi implorare la divina misericordia per il popolo a te affidato, dedicandoti assiduamente alla preghiera, come ha comandato il Signore?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
Il vescovo : «Vuoi essere più strettamente unito a Cristo sommo sacerdote, che come vittima pura si è offerto al Padre per noi, consacrando te stesso a Dio insieme con lui per la salvezza di tutti gli uomini?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
L’eletto si avvicina al vescovo, si inginocchia davanti a lui e pone le proprie mani congiunte in quelle del vescovo che dice: «Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?»
L’eletto : «Sì, lo voglio.»
Il vescovo: «Dio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento.»
Il vescovo si toglie la mitra e dice: «Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché colmi dei suoi doni questo suo figlio che ha voluto chiamare all’ordine del sacerdozio.»
L’eletto si prostra a terra e tutti si mettono in ginocchio quindi il vescovo: «Ascolta, o Padre, la nostra preghiera: effondi la benedizione dello Spirito Santo e la potenza della grazia sacerdotale su questo tuo figlio; noi lo presentiamo a te, Dio di misericordia, perché sia consacrato e riceva l’inesauribile ricchezza del tuo dono. Per Cristo nostro Signore.»
Tutti: «Amen.»
A questo punto, l’eletto si inginocchia davanti al vescovo, che, dopo aver indossato la mitra, impone le mani sul capo dell’ordinando senza dire nulla. Tutti i presbiteri eventualmente concelebranti tendono le mani verso l’ordinando.
Il vescovo toglie la mitra e dice con le braccia allargate: «Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, artefice della dignità umana, dispensatore di ogni grazia, che fai vivere e sostieni tutte le creature, e le guidi in una continua crescita: assistici con il tuo aiuto. Per formare il popolo sacerdotale tu hai disposto in esso in diversi ordini, con la potenza dello Spirito Santo, i ministri del Cristo tuo Figlio. Nell’antica alleanza presero forma e figura i vari uffici istituiti per il servizio liturgico. A Mosè e ad Aronne, da te prescelti per reggere e santificare il tuo popolo, associasti collaboratori che li seguivano nel grado e nella dignità. Nel cammino dell’esodo comunicasti a settanta uomini saggi e prudenti lo spirito di Mosè tuo servo, perché egli potesse guidare più agevolmente con il loro aiuto il tuo popolo. Tu rendesti partecipi i figli di Aronne della pienezza del loro padre, perché non mancasse mai nella tua tenda il servizio sacerdotale previsto dalla legge per l’offerta dei sacrifici che erano ombra delle realtà future. Nella pienezza dei tempi, Padre santo, hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Gesù, apostolo e pontefice della fede che noi professiamo. Per opera dello Spirito Santo egli si offrì a te, vittima senza macchia, e rese partecipi della sua missione i suoi Apostoli consacrandoli nella verità. Tu aggregasti ad essi dei collaboratori nel ministero per annunziare ed attuare l’opera della salvezza. Ora, o Signore, vieni in aiuto alla nostra debolezza e donaci questi collaboratori di cui abbiamo bisogno per l’esercizio del sacerdozio apostolico.
Dona, Padre onnipotente, a questo tuo figlio la dignità del sacerdozio. Rinnova in lui l’effusione del tuo Spirito di santità; adempia fedelmente, o Signore, il ministero del secondo grado sacerdotale da te ricevuto e con il suo esempio guidi tutti a un’integra condotta di vita.
Sia degno cooperatore dell’ordine episcopale, perché la parola del Vangelo mediante la sua predicazione, con la grazia della Spirito Santo, fruttifichi nel cuore degli uomini, e raggiunga i confini della terra. Sia insieme con noi fedele dispensatore dei tuoi misteri, perché il tuo popolo sia rinnovato con il lavacro di rigenerazione e nutrito alla mensa del tuo altare; siano riconciliati i peccatori e i malati ricevano sollievo. Sia unito a noi, o Signore, nell’implorare la tua misericordia per il popolo a lui affidato e per il mondo intero. Così la moltitudine delle genti, riunita in Cristo, diventi il tuo unico popolo, che avrà il compimento nel tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.»
Tutti: «Amen.»
Tutti siedono e il vescovo indossa la mitra.
Iniziano ora i riti esplicativi. L’ordinato, aiutato da un presbitero, indossa gli abiti propri del suo grado: la stola e la casula.
Il vescovo sedutosi, unge col sacro crisma le mani dell’ordinato che gli si è inginocchiato davanti, dicendo: «Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza, ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l’offerta del sacrificio.»
Il vescovo consegna all’ordinato la patena con l’ostia o il pane e il vino nel calice, aggiungendo qualche goccia d’acqua dicendo: «Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore.»
Il vescovo scambia l’abbraccio di pace con l’ordinato dicendo: «La pace sia con te oppure Cristo è fra noi.»
L’ordinato risponde: «E con il tuo spirito oppure si lo è.»
L’ordinato scambia l’abbraccio di pace con tutto il presbiterio presente, per significare l’entrata a far parte di esso.
Liturgia eucaristica concelebrata dall’ordinato assieme a tutti gli altri presbiteri presenti.
l vescovo: Pregate, fratelli e sorelle, perché, portando all’altare la gioia e la fatica di ogni giorno, ci disponiamo a offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
Tutti: Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.
Il vescovo: Il Signore sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Tutti: Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore nostro Dio. Tutti: È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta, renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente e misericordioso,
nella comunione dello Spirito. In Cristo tuo Figlio, eterno sacerdote,servo obbediente, pastore dei pastori,
hai posto la sorgente di ogni ministero nella vivente tradizione apostolica del tuo popolo pellegrinante nel tempo. Con la varietà dei doni e dei carismi tu scegli e costituisci i dispensatori dei santi misteri,
perché in ogni parte della terra sia offerto il sacrificio perfetto e con la Parola e i Sacramenti si edifichi la Chiesa, comunità della nuova alleanza, tempio della tua lode. Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l’inno della tua gloria:
Santo, santo, santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.
Il vescovo: Veramente santo sei tu, o Padre ogni lode a Te. Per mezzo del tuo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo, e continui a radunare intorno a te un popolo che offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
Tutti i concelebranti: Ti preghiamo umilmente: santifica e consacra con il tuo Spirito i doni che ti abbiamo presentato perché diventino il Corpo e il Sangue del tuo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha comandato di celebrare questi misteri.
Egli, nella notte in cui veniva tradito, prese il pane,ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete, e mangiatene tutti questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Il vescovo presenta al popolo l’ostia consacrata e genuflette in adorazione.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli e disse: Prendete, e bevetene tutti questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Il vescovo presenta al popolo il calice e genuflette in adorazione.
Il vescovo: Mistero della fede.
Il vescovo e i concelebranti: Celebrando il memoriale della passione del tuo Figlio, della sua risurrezione
e ascensione al cielo, nell’attesa della sua venuta nella gloria, ti offriamo, o Padre, in rendimento di grazie,
questo sacrificio vivo e santo.
Guarda con amore e riconosci nell’offerta della tua Chiesa la vittima immolata per la nostra redenzione,
e a noi, che ci nutriamo del Corpo e del Sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo, perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito.
Un concelebrante: Lo Spirito Santo faccia di noi un’offerta perenne a te gradita, perché possiamo ottenere il regno promesso con i tuoi eletti: con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe, suo sposo,
i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri, e tutti i santi, nostri intercessori presso di te.
Un altro concelebrante: Ti preghiamo, o Padre questo sacrificio doni pace e salvezza al mondo intero.
Conferma nella fede e nell’amore la tua Chiesa pellegrina sulla terra e il popolo che tu hai redento.
Assisti nel loro ministero i tuoi servi, oggi ordinati presbiteri della tua Chiesa: fa’ che siano fedeli dispensatori dei santi misteri per l’edificazione del tuo regno. Ascolta la preghiera di questa famiglia
che hai convocato alla tua presenza. Ricongiungi a te, Padre misericordioso, tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli e sorelle defunti, e tutti coloro che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo; concedi anche a noi di ritrovarci insieme a godere per sempre della tua gloria, in Cristo, nostro Signore, per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene.
Tutti i concelebranti: Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a Te Dio Padre onnipotente nell’unità dello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il vescovo: il Signore ci ha donato il suo Spirito.Con la fiducia e la libertà dei figli preghiamo insieme:
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, allontanaci dalla tentazione e liberaci dal male. Amen.
Il vescovo: Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Tutti: Tuo è il regno, Tua la potenza e la gloria nei secoli.
Il vescovo: Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Il vescovo: La pace del Signore sia sempre con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
Scambiatevi un segno di pace.
Il vescovo spezza l’ostia consacrata.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
dona a noi la pace,
Il vescovo: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo.Beati gli invitati alla cena del Signore.
Tutti: O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.
I concelebranti prendono la Comunione con un frammento dell’ostia grande e bevono dal calice poi distribuiscono la Comunione a tutti.
Il vescovo: Preghiamo. Questa Eucaristia, che abbiamo offerto e ricevuto, santifichi la tua Chiesa, o Signore,
e fa’ che i sacerdoti e i fedeli, sempre uniti a te in comunione di amore, servano degnamente la tua gloria.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Benedizione solenne
Il vescovo: Il Signore sia con voi. Tutti: E con il tuo spirito.
Il vescovo: Dio, origine e guida della Chiesa, ci protegga sempre con la sua grazia, perché possiamo adempiere con fedeltà la nostra missione di sacerdoti.Amen.
Egli vi renda nel mondo servi e testimoni della verità e dell’amore, fedeli ministri della riconciliazione. Amen.
Faccia di voi pastori autentici, che distribuiscono il pane e la parola di vita ai credenti perché crescano sempre più nell’unità del corpo di Cristo. Amen.
E su voi tutti qui presenti scenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito c Santo. Amen.
La messa è finita andiamo in pace. Tutti: rendiamo grazie a Dio.