Le password da non usare

Ormai viviamo sommersi dalle password che, a volte, sono assolutamente inutili perché proteggono cose che non hanno alcun bisogno di esserlo.

La continua richiesta porta a scegliere soluzioni facili da ricordare: nomi, date di nascita o sequenze prevedibili quindi non sicure.

La password più usata e più violata al mondo è la sequenza dei primi numeri 123456 seguita da altre sequenze del medesimo tipo ma più lunghe come 1234567, 12345678. 123456789 e 1234567890.

Molto utilizzate a sproposito anche 000000, admin, password e le sequenze dei tasti vicini come qwerty.

Password facilmente prevedibili sono i nomi dei familiari e degli animali domestici, le date di nascita, la matricola universitaria, ecc.

Un sistema semplice da ricordare ma molto sicuro è prendere un nome facilmente ricordabile, come quello di una località e modificarlo inserendo numeri e caratteri speciali.

Ad esempio si può scegliere Alessandria e modificarlo in A!3ssandr1a sostituendo la lettera l con il punto esclamativo la e con il numero 3 e la i con l’uno.

In questo modo si ottiene una password facile da ricordare ma estremamente sicura perché diventa una parola senza alcun senso composta da lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.

Un altro sistema è memorizzare le password complesse in un software dedicato tipo Bit Warden o simili che le archivia oppure affidarsi al proprio navigatore che può memorizzare le password rendendole disponibili quando necessario.

Per la sicurezza degli smartphone gesti e password sono poco sicure perché possiamo essere visti quando le utilizziamo quindi il sistema veramente sicuro è quello dell’impronta digitale mentre il riconoscimento del volto può essere aggirato e non è considerato sicuro.

Sempre per gli smartphone attenzione ai modelli e ai produttori perché alcuni tipi di telefoni a volte si aprono senza la password ed è necessario verificare che questo non succeda nel nostro telefonino.

Uno dei problemi più comuni è costituito dalla persistenza dello sblocco che rende comodo ma poco sicuro il telefono che ormai contiene documenti, carte di credito, dati di accesso ai conti bancari e altro ancora.

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