La manovra di Heimlich

Quando un corpo estraneo come un pezzetto di cibo, un caramella o un piccolo oggetto s’infila nella gola e nella trachea ostruisce il normale passaggio dell’aria ai polmoni causando asfissia e morte in pochi minuti.

Il pericolo dell’ostruzione delle vie aeree coinvolge ogni giorno solo in Italia 200 persone, molte delle quali bambini, che rischiano di soffocare se entro pochi minuti l’ostruzione non viene rimossa.

Nei casi più semplici l’organismo espelle l’ostruzione con colpi di tosse mentre negli altri casi è necessario un intervento specifico immediato per rimuovere l’ostruzione che blocca l’ossigenazione cerebrale e le funzioni primarie causando danni irreparabili e la morte.

Per stabilire il vostro tempo di reazione misurate quanto tempo riuscite a trattenere il respiro: questo è il tempo, solitamente uno o due minuti, entro il quale potete reagire, poi dovete essere aiutati e oltre siete in pericolo di vita!

Dopo un solo minuto già si avverte l’irrefrenabile necessità di respirare perché l’apporto di ossigeno è critico per ogni funzione vitale e dopo sei minuti di apnea circa iniziano i danni cerebrali permanenti e irreversibili quindi per risolvere l’emergenza ostruttiva non possiamo attendere l’ambulanza e il soccorso medico, ma dobbiamo agire subito.

Questa emergenza può essere risolta solo con l’intervento immediato di uno dei presenti che conosce e applica il protocollo di disostruzione creato dal dottor Heimlich e salva una vita.

Il dottor Henry Heimlich è un medico e uno scienziato statunitense, nato a Wilmington il 3 febbraio 1920 e scomparso il 17 dicembre 2016.

La sua ricerca ha sviluppato la manovra disostruttiva che prende il suo nome e ha salvato e salva ogni giorno un gran numero di vite umane dal 1974 quando è stata pubblicata.

L’Heimlich Institute di Cincinnati (Ohio, USA) promuove e diffonde le informazioni pratiche sulla corretta manovra ideata dal dott. Heimlich anche attraverso il proprio sito internet in lingua inglese.

http://www.deaconess-healthcare.com/Heimlich_Institute

Non sempre il protocollo Heimlich viene correttamente divulgato quindi il nostro giornale vuole diffondere con esattezza queste informazioni per dar modo al maggior numero di persone di intervenire efficacemente salvando vite.

Il protocollo del dottor Heimlich ha risolto il problema delle ostruzioni delle prime vie aeree con manovre facili e per tutti perché non richiedono conoscenze mediche o abilità fisiche e si distinguono in 4 casi:

  1. standard per adulti e bambini
  2. specifico per neonati
  3. auto-intervento per chi si trova da solo
  4. specifico per le crisi asmatiche

Ostruzione totale e parziale

Nel caso di ostruzione parziale la vittima invece tossisce e respira male ma comunque respira, spesso producendo fischi e sibili.

I neonati, che non sono in grado di parlare, tossiscono e piangono vigorosamente.

In questo caso bisogna tranquillizzare il soggetto facendolo tossire a capo chino e spalle curve: se la situazione peggiora con la tosse che diviene debole e iniziano i sintomi di cianosi (mancanza d’aria) è necessario effettuare il protocollo di Heimlich e allertare il sistema di emergenza  chiamando il numero telefonico 1 1 2.

È molto importante quando si chiede aiuto ad altre persone pronunciare 1 1 2 cioè cifre singole staccate e non centododici perché le singole cifre possono essere subito comprese da tutti anche da bambini o da persone che non conoscono perfettamente la nostra lingua.

Nel caso invece di ostruzione totale il soggetto, di ogni età, si porta le mani al collo senza essere in grado di parlare, respirare, tossire o piangere e deve essere subito assistito con la manovra Heimlich.

La manovra base

Il protocollo originale è semplice e il dottor Heimlich lo ha registrarlo in modo che può essere utilizzato ma non modificato:

  1. Abbracciare il soggetto (seduto o eretto) da dietro alla vita.
  2. Stringere il pugno posizionando il pollice contro l’addome del soggetto, sotto la gabbia toracica ma sopra l’ombelico.
  3. Afferrare il pugno con l’altra mano e comprimere l’addome con una rapida spinta verso l’alto.
  4. Non comprimere la gabbia toracica e limitare la forza in base alla corporatura del soggetto.
  5. Ripetere fino all’espulsione del corpo estraneo.

Quando il soggetto è incosciente oppure di grande corporatura rispetto al soccorritore che non riesce ad abbracciarlo facilmente è opportuno: disporre il soggetto a terra con la schiena su una superficie rigida (pavimento o suolo) ed inginocchiarsi a cavalcioni di fronte ad essa, quindi appoggiare il palmo della mano destra (sinistra per i mancini) sulla parte superiore dell’addome sotto la gabbia toracica e sopra l’ombelico per posizionare l’altra mano sul dorso della prima e sfruttare il peso del proprio corpo per esercitare rapide spinte verso la parte superiore del torace, ripetendole fino a quando l’oggetto viene espulso.

Se la vittima non recupera e va in arresto cardiaco, è necessario procedere con la manovra di rianimazione cardiopolmonare R.C.P. sino all’arrivo dei soccorsi sanitari.

La manovra RCP (Respirazione Cardio Polmonare) è stata leggermente modificata recentemente mantenendo esclusivamente le spinte ritmiche sul torace senza intervallarle con la respirazione bocca a bocca che risulta poco efficace e anche pericolosa per il soccorritore.

La più efficace posizione prevede la mano dominante cioè la destra (sinistra per i mancini) stretta a pugno con il pollice all’esterno e avvolta dall’altra.

Questa tecnica consente di aumentare la pressione esercitandola su una piccola area in un punto preciso del torace illustrato dal cerchio rosso (la pressione è una forza applicata ad un’area: minore è la zona di applicazione maggiore è la pressione a parità di forza utilizzata).

Il punto di maggiore efficacia è quello sotto lo sterno ma sopra l’ombelico cioè la zona non protetta dalle costole della gabbia toracica, che renderebbero inefficaci le spinte che vanno sempre esercitate verso l’alto cioè in direzione del capo.

La vista laterale mostra come abbracciare il soggetto all’altezza della vita, dove applicare le spinte e in quale direzione dirigerle.

L’obiettivo è fornire rapide pressioni ai sacchi polmonari per sfruttare la fuoriuscita veloce di aria per espellere il corpo estraneo.

Se il soggetto è più alto dell’operatore è più facile eseguire la manovra sul soggetto seduto per dirigere efficacemente la spinta verso l’alto.

Un operatore più alto può intervenire stando in piedi alle spalle del soggetto, uno più basso interviene meglio sul soggetto seduto o sdraiato a terra se privo di sensi.

La manovra sui neonati

Un neonato che soffoca non respira e non parla ma cerca di tossire o piangere vigorosamente quindi dobbiamo: adagiarlo sulla schiena su una superficie rigida ponendoci di fronte, oppure sorreggerlo in braccio con la schiena appoggiata al nostro torace; posizionare medio e indice della mano tra gabbia toracica e ombelico premendo con spinte veloci verso l’alto con estrema delicatezza dosando la forza.

Ripetere le spinte fino all’espulsione dell’oggetto ma se il neonato non recupera e va in arresto cardiaco, è necessario procedere con la manovra di rianimazione cardiopolmonare R.C.P..

Per un neonato o un bambino molto piccolo può rivelarsi efficace sospenderlo capovolto tenendolo per i piedi assestando leggeri e rapidi colpi sulla schiena diretti verso il basso.

Le posizioni migliori per agire su un neonato o un bambino molto piccolo prevedono di distenderlo su una superficie rigida evitando assolutamente cuscini, materassi e superfici morbide o cedevoli che assorbirebbero in gran parte le spinte rendendole inefficaci o abbracciarlo tenendolo sulle gambe in posizione seduta: in questo caso è necessario trattenere il respiro al momento della spinta per indurire il torace e opporre alla schiena del piccolo una superficie più rigida.

Se siamo soli

Quando stiamo soffocando e siamo soli, è indispensabile rimanere calmi agendo subito finché siamo in grado di farlo: stringere un pugno con il pollice all’esterno; appoggiare il pollice contro l’addome superiore, sotto la gabbia toracica e sopra l’ombelico; afferrare il pugno con l’altra mano e comprimere l’addome con una rapida spinta verso l’alto ripetendo fino a quando l’oggetto non viene espulso.

Se non riusciamo ad esercitare una spinta sufficiente possiamo lanciarci verso un oggetto orizzontale rigido come il bordo di un tavolo, lo schienale di una sedia, una ringhiera, ecc., premendo l’addome sotto la gabbia toracica e sopra l’ombelico contro di esso per produrre una rapida spinta verso la parte alta del torace, ripetendo fino a quando l’oggetto non viene espulso.

Questo tipo di manovra può essere eseguita anche da persone anziane o bambini perché non richiede forza particolare in quanto la spinta necessaria viene fornita dal peso del corpo e dalla rapidità del movimento.

Dopo un intervento disostruttivo è fondamentale che il soggetto sia visitato da un medico per essere certi che non ci siano conseguenze ulteriori.

Prevenire le ostruzioni

Conoscere i rischi ed attuare una efficace prevenzione sono gli elementi base per evitare i pericoli.

Nel corpo umano i percorsi dell’aria (frecce nere) e del cibo (frecce verdi) sono separati ma si sovrappongono in bocca e si incrociano all’altezza dell’epiglottide quindi mettendo in bocca qualcosa, magari inavvertitamente, esiste sempre la possibilità che segua il percorso sbagliato ed ostruisca la trachea impedendo la normale respirazione.

(1) Il cibo va masticato con attenzione a lungo in modo da triturarlo finemente evitando di ingerire bocconi grandi potenzialmente pericolosi: questo migliora anche la digestione perché prolungando il contatto con la saliva viene effettuata una predigestione del cibo molto efficace.

(2) È importante non distrarsi mentre mastichiamo o quando abbiamo qualcosa in bocca quindi evitiamo di parlare, telefonare, ecc..

(3) Tagliare i cibi in piccoli pezzi durante la preparazione degli alimenti previene pericoli, ma fa scoprire cose inaspettate perché gli alimenti tagliati diversamente mutano sapore come sanno bene gli chef asiatici che dedicano molta attenzione alle dimensioni del cibo.

(4) I genitori devono insegnare ai figli a masticare correttamente, a non distrarsi a tavola e a non mettere piccoli oggetti in bocca. I bambini esplorano spesso gli oggetti con le labbra e la bocca in modo pericoloso.

La legislazione europea vieta la produzione e la vendita di giocattoli con piccole parti ma gli oggetti potenzialmente pericolosi per i bambini sono infiniti quindi è meglio prevenire attraverso una corretta educazione.

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