Denigrare gli altri è un reato

La Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente condannato un padre scriteriato che si rivolgeva alla figlia di 11 anni per denigrarla con frasi tipo: Cicciona, fai schifo! Susciti repulsione in me e in chi ti guarda.

La sentenza è molto importante perchè dimostra attenzione e sensibilità verso le violenze psicologiche, verbali e nei comportamenti, anche all’interno dell’ambiente domestico.

Le parole possono ferire in modo atroce e il 25% degli adolescenti, i più indifesi, sono vittima di questa forma di bullismo definita dagli inglesi body shaming che può dunque costituire reato.
Parole come cicciona, brutto, grassa, nano, secca possono provocare gravi conseguenze psicologiche durante l’età evolutiva ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione el’uso di epiteti denigratori in maniera ripetuta, anche se non si trasformano in veri e propri insulti, possono essere classificati come maltrattamenti quindi reati perseguibili.

Il body shaming (dall’inglese “body”, corpo, e “shame”, vergogna) è la pratica di offendere, deridere o umiliare qualcuno per il proprio aspetto fisico, giudicandolo inadeguato rispetto ai canoni estetici della società o creando vergogna nel confronto con l’immagine corporea. Questo fenomeno si manifesta attraverso commenti e giudizi veicolati sia online (cyberbullismo) che offline, e può avere gravi conseguenze psicologiche per la vittima. 

Come si manifesta il body shaming
  • Commenti e insulti:
    si basano su caratteristiche fisiche come peso, altezza, colore di capelli, presenza di acne o peluria, o qualsiasi altra differenza rispetto a un modello estetico percepito come ideale. 

  • Bullismo e cyberbullismo:
    il body shaming è una forma di bullismo che si aggrava sui social network, dove la distanza e l’anonimato possono incentivare comportamenti lesivi. 

  • Dalle critiche alle auto-critiche:
    può avvenire criticando l’aspetto fisico di un’altra persona, ma anche criticando il proprio corpo e confrontandolo con quello altrui. 

Cause e contesto
  • Canoni estetici irrealistici:
    i media e i social network diffondono spesso modelli estetici inarrivabili, alimentando la pressione a conformarsi e generando insicurezza. 

  • Cambiamento dei canoni:
    i canoni di bellezza variano nel tempo e nelle culture, e la società impone i propri ideali come normali, generando esclusione. 

  • Impatto emotivo:
    l’apprezzamento sociale e la competenza sociale sono spesso associati alla bellezza fisica, spingendo le persone a temere il giudizio e la paura di non essere accettate. 

Conseguenze
  • Sofferenza psicologica:
    la vittima può sviluppare depressione, bassa autostima, disturbi alimentari e dismorfofobia. 

  • Isolamento sociale:
    nei casi più gravi, l’impatto del body shaming può portare la vittima a isolarsi, evitando il lavoro, la scuola o le relazioni sociali. 

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