Essere sacerdote è bello

La bellezza dell’essere sacerdote risiede nel servizio appassionato a Dio e alla Chiesa, nel custodire l’ordine sacro e soprattutto nel portare gioia e speranza agli altri.

Il sacerdozio è un percorso di gioia interiore che non si chiude nel cuore, ma si irradia, attirando i fedeli e rivelando la forza della comunione ecclesiale.

Uomo dello Spazio Sacro: Il sacerdote è una figura luminosa che non è il creatore dell’ordine sacro, ma il suo custode silenzioso e attento, orientato verso Dio e non verso se stesso.
Ordine e Memoria: Nella liturgia, il sacerdote opera in un contesto di memoria e promessa, tessendo gesti, sguardi e silenzi con un senso profondo, a servizio di un ordine che gli è stato affidato.
Il sacerdote possiede la capacità di trasformare vino e pane nel sangue e nel corpo di nostro Signore e porta con se la bellezza e la gioia della Comunione eucaristica. 

Sorgente Interiore: La gioia del sacerdote è una sorgente interiore che scaturisce dall’Eucaristia, dalla meditazione e dalla fraternità con la propria comunità e con il mondo.
Comunione con la Chiesa: Il sacerdote non è mai solo, ma è parte di un corpo più grande: l’intera Chiesa. La comunione con gli altri è la sua forza e la sua consolazione, che si riflette nel suo modo di essere e di agire.
Irradiare la Gioia: Un sacerdote felice è un richiamo vivente per i giovani e per tutti i fedeli, avvicinando anche quelli lontani a Dio.
La Bellezza dell’Amore e del Servizio Appassionato 

Amore per Cristo e la Chiesa: La chiave della felicità sacerdotale è rimanere innamorati di Cristo e della Cristianità, servendo sempre con cuore aperto e gioioso.
Impatto sui Fedeli: Questa gioia si manifesta e si sente, accogliendo i fedeli e invitando quelli lontani ad avvicinarsi, rendendo tangibile e visibile la bellezza della fede.
Quando un sacerdote cammina fra la gente e viene riconosciuto, le persone guardano a lui con rinnovata speranza perché il dono più grande del sacerdote consiste nel portare gioia e speranza a tutti anche a chi non ammette di credere.
Fare il sacerdote è bello e promette sempre nuove soddisfazioni anche se, a volte, deve condividere i problemi e i disagi di chi viene a confessarsi.
La confessione significa prendersi cura dei problemi di chi si confessa e, spesso, sono problemi grandi enormi che portano sofferenza come quella che il paziente tende a trasferire sul medico curante: ma anche in questo caso la differenza è immensa, il medico a volte non è in grado di guarire e si limita a fornire cure pagliative, mentre il sacerdote spiritualmente, aiutato da nostro Signore, è sempre in grado di portare gioia dove trova la sofferenza e felicità per sostituire la disperazione.
Il sacerdote è un medico che può sempre guarire e per lui non esistono malati terminali.
Essere ordinati sacerdoti significa assumere un ruolo da protagonista nel mondo e avere la possibilità e capacità di aiutare gli altri portando gioia e felicità.
Il Cristianesimo è la religione della gioia non della sofferenza e ognuno di noi deve imparare ad essere felice nel cuore e nell’anima per donare queste sensazioni agli altri.
Essere ordinato sacerdote non vuole significare imparare gesti, formule e rituali ma aprire la propria esistenza verso gli altri per portare felicità a tutti.

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