-
calice è una coppa nella quale viene versato il vino che diventa il Sangue di Cristo, alto generalmente dai 16 ai 28 cm è composto di tre parti: il piede, il fusto con il nodo e la coppa. Il piede è ampio per fornire stabilità, il fusto alto con un nodo non ingombrante per una presa agevole, la coppa non eccessivamente stretta e profonda per rendere più agevole l’uso. Il materiale del calice sarà preferibilmente nobile per evitare corrosione e facili fratture, per ragioni igieniche vanno evitati i materiali porosi o facilmente soggetti a rigature, lo sfarzo di oro, argento e gemme va evitato a favore di una doratura o argentatura interna della coppa mentre per le altre parti si può usare qualunque metallo. Lo stagno metallo economico, non poroso, resistente e non soggetto ad ossidazione può essere usato per l’intero calice. Sono ammissibili ornamenti da scene evangeliche, con angeli, santi e simboli cristiani;
-
patena il piattino generalmente di metallo su cui si appoggia l’ostia grande che viene presa in mano durante il racconto dell’Ultima Cena e spezzata all’Agnello di Dio per essere utilizzata dal Sacerdote che deve consumarla tutta insieme ai co-celebranti nei riti condivisi;
-
pisside il contenitore nel quale vengono poste le ostie, ha la forma di un calice dotato di coperchio per custodire l’eucarestia nel tabernacolo;
-
coppa in metallo che contiene le ostie o i pezzetti di pane da distribuire ai fedeli come Eucarestia. La distribuzione può essere fatta con un cucchiaino per limitare i contatti. Nei riti Ortodossi viene portata al termine della SS Messa vicino all’uscita per contenere pezzetti di pane benedetti ma non consacrati che i fedeli possono prendere per darli ad amici anche non cristiani in segno di augurio;
-
ampolline due piccole brocche in vetro che contengono l’acqua e il vino da versare nel calice;
-
catino piccolo vassoio a bordi alti che, terminato l’offertorio, raccoglierà le poche gocce d’acqua versate dall’ampolla per detergere le dita del celebrante che le asciugherà con il manutergio poi ripiegato e riposto nuovamente sotto il catino;
-
turibolo recipiente metallico con un bacile interno nel quale bruciare i grani di incenso e un coperchio sospeso a tre catenelle con una quarta catenella al centro per sollevare il coperchio. Il turibolo è dotato di una testa metallica alla quale sono fissate le tre catenelle di sostegno, un anello in sommità e un foro nel quale scorre la quarta catenella anch’essa completata da un anello. Il turibolo viene portato con la mano destra e il mignolo infilato nell’anello della quarta catenella che viene girata intorno alla mano destra il cui pollice s’infila nell’anello sommitale. Il turiferario, cioè il portatore del turibolo, lo agita da fermo davanti a se facendolo oscillare da destra a sinistra, mentre quando si muove lo fa oscillare avanti e indietro alla propria destra. Per effettuare l’incensazione si rilascia il coperchio chiuso, si afferrano tutte le catenelle a metà fra il turibolo e la testa quindi si fa oscillare tre volte il turibolo in avanti;
-
incenso da bruciare;
-
croce benedizionale da altare, croce semplice priva di figure con piedistallo, alta 20/30 cm in metallo o legno. Orna l’altare e viene utilizzata per le benedizioni;
-
aspersorio piccolo manico cavo dotato di estremità sferica forata con all’interno una piccola spugna per aspergere acqua benedetta;
-
campanella piccola e dotato di manico viene suonata all’elevazione dell’ostia magna, all’elevazione del calice e all’ultimo inchino del celebrante per richiamare l’attenzione dei fedeli in occasione delle fasi salienti della liturgia. Ogni volta la campanella viene suonata tre volte;
-
vasetti per olio santo piccoli, cilindrici e dotati di tappo contengono olio consacrato per l’unzione battesimale, cresimale, per l’ordinazione Presbiteriale (olio da unzione), la consacrazione dei vasi sacri, dei luoghi (olio consacrante) e portare sollievo e guarigione ai malati (olio degli infermi);
-
ostie piccole da 35 mm per i fedeli e grandi da 75 mm (poche) per i Sacerdoti che celebrano;
-
leggio da altare per il messale che il Sacerdote legge durante la celebrazione;
-
messale romano libro rosso di grandi dimensioni per essere letto facilmente durante le celebrazioni liturgiche contiene tutte le preghiere;
-
lezionario libro verde delle letture da disporre sul leggio (ambone) a fianco dell’altare. È diviso in nove volumi per anni liturgici e celebrazioni contiene la prima lettura tratta dall’Antico Testamento, il Salmo Responsoriale, la seconda lettura tratta dal Nuovo Testamento e il Vangelo;
-
orazionale libro rosso che contiene preghiere generiche per i fedeli;
-
rituale azzurro libro per i rituali del battesimo;
-
rituale bianco libro per i rituali del matrimonio.
Note:
-
La Chiesa può essere benedetta e consacrata per tutti i riti Cristiani Cattolici anche se sia utilizzata prevalentemente con il Rito della liturgia Romana familiare alla quasi totalità dei Cristiani italiani quindi da qui la scelta di prediligere l’uso del Messale Romano e di evitare di inserire statue ed effigi ma solo le due icone di base in modo da rendere il tempio compatibile con i riti ortodossi.
- I complementi realmente indispensabili per celebrare la S. Messa sono un calice e un piccolo piatto come patena: entrambi possono essere di qualsiasi materiale in quanto vengono impreziositi dalle benedizioni durante i riti della comunione.
- Le ostie possono essere anche di un solo tipo in emergenza e anche sostituite da un piccolo pane secondo la tradizione ortodossa: il piccolo pane, possibilmente azimo non lievitato e privo di sale va, prima del rito tagliato per ricavarne una fetta centrale di 1 o 2 cm di spessore, questa fetta viene tagliata in piccoli pezzetti che saranno leggermente bagnati nel vino consacrato del calice e diverranno comunione per i sacerdoti e i fedeli. I bocconcini consacrati non utilizzati devono essere consumati dai clerici prima di pulire il calice e la patena. Le ali laterali del pane iniziale vanno tagliate in piccoli pezzi che il sacerdote benedice per essere lasciati in una ciotola vicino all’uscita in modo che al termine della S. Messa i fedeli possano prenderne alcuni per donarli ad amici e parenti insegno di fratellanza e partecipazione.
- Il clerico che distribuisce la comunione può dividere le particole (ostie o pezzetti di pane) per aumentarne il numero se necessario.