LE PRIME COMUNITÀ CRISTIANE

Gli Apostoli nel primo secolo creano ovunque Comunità Cristiane che vengono definite Chiese Cristiane (perché seguono la dottrina del Vangelo) Cattoliche perché universali) e autocefale (perché guidate da un primate locale cioé il Vescovo come vicario di nostro Signore unico capo di tutte le Chiese).

Le Chiese sono gestite dagli ordini ecclesiali. Il diaconato è uno dei tre gradi del sacramento dell’Ordinazione insieme al presbiterato o sacerdozio e l’episcopato. Il Diacono può essere inteso come una tappa intermedia verso il sacerdozio, in questo caso si dice diaconato transeunte o di passaggio ma più frequentemente è considerato e rimane un ruolo di “servizio” nella vita liturgica e pastorale e nelle opere sociali e caritative e in questo caso si intende come diaconato permanente.

Il termine Sacerdote indica i Vescovi e i Presbiteri o gradi di partecipazione sacerdotale, mentre i Diaconi sono considerati un grado di servizio. Tutti sono ordini ecclesiali e vengono conferiti attraverso il sacramento dell’Ordine o l’elezione nel caso dell’episcopato. Il Diacono viene proposto come candidato nella Chiesa e creato oer Ordinazione attraverso l’imposizione delle mani per il servizio da parte del Vescovo.

Il servizio dei Diaconi nella Chiesa Cristiana Cattolica risale al tempo degli Apostoli ed è fondamentale. Sant’Ignazio di Antiochia giunge a dire che una Comunità religiosa cioè una Chiesa particolare senza Vescovo, Presbitero e Diacono sembra inimmaginabile. Testimonianze sono pure presenti nei diversi Concili e nella prassi ecclesiastica. Nel V° secolo si verifica una inversione di tendenza con il diaconato che viene considerato principalmente la tappa intermedia per l’ordinazione sacerdotale ma successivamente il diaconato permanente viene ripristinato a tutti gli effetti sottolineandone definitivamente la grande importanza. La nostra Chiesa segue direttamente la dottrina di Nostro Signore Gesù come facevano le comunità Cristiane nei primi secoli e il diaconato è il primo dei tre ordini ecclesiali, disposto con ordinazione episcopale per servizio con i Diaconi che possono rimane tali o anche accedere successivamente al sacerdozio.

Nei primi secoli le Comunità Cristiane o Chiese erano piccole e poco numerose, costituite dai fedeli di una città e per quelle più grandi addirittura ne venivano create più di una per mantenere le comunità o Chiese più piccole ed agili. Ogni Chiesa era quindi un nucleo autonomo di fedeli Cristiani guidati e serviti dai suoi pastori: Diaconi, Presbiteri e Vescovi.

Il Vescovo rappresenta la guida spirituale e materiale della Comunità e agisce come vicario di nostro Signore. I Presbiteri sono i Sacerdoti che officiano le liturgie in virtù della loro ordinazione che gli dà il potere di trasmutare il pane e il vino nel corpo e nel sangue di nostro Signore durante il mistero Eucaristico. I Diaconi svolgono soprattutto incarichi pratici essenziali per la vita sociale del nucleo insieme a compiti liturgici meno impegnativi. Tutti gli ordini sono fondamentali nella Chiesa e, se pure classificati in ordine gerarchico, tutti rivestono a medesima importanza essendo parimenti essenziali alla vita efficace della loro Chiesa.

La struttura è piramidale perché ogni Comunità/Chiesa ha un solo Vescovo, uno o due Sacerdoti e alcuni Diaconi. Quando le Comunità cominciano a divenire più grandi al Vescovo se ne affiancano altri per amministrare regioni e territori specifici ognuno coadiuvato da propri Sacerdoti e Diaconi. I Sacerdoti sono sempre pochi, anche perché il Vescovo è un Sacerdote ordinato e opera anche come Presbitero. I Diaconi sono invece più numerosi e spesso sono sette nel ricordo del primo nucleo diaconale che affiancarono gli Apostoli nel numero, appunto, di sette.

La struttura basata su tre ordini ecclesiali è rimasta immutata con i Diaconi che sono a tutti gli effetti membri del Clero e appartengono al primo dei tre Ordini ecclesiali.

Ogni Comunità Cristiana è una Chiesa autocefala cioè senza un capo locale poiché tutte le Chiese Cristiane Cattoliche hanno in Gesù l’unico loro capo. Cattolico infatti significa universale e la Chiesa che si riconosce in Cristo è unica ed universale. Il Vescovo è quindi un primate locale che si occupa della gestione della Chiesa come vicario, cioè sostituto mandatario del Signore. Il Vescovo viene scelto fra i Sacerdoti e rimane ed esercita ogni prerogativa sacerdotale. Il Vescovo può essere eletto dalla Collettività oppure ordinato da un altro Vescovo. La differenza non è di poco conto perché mentre l’ordinazione può essere decisa anche da un solo uomo (un altro Vescovo) l’elezione viene fatta a suffragio universale nell’ambito dell’intera Collettività ed è quindi molto più prestigiosa e importante. I due sistemi non entrano mai in conflitto e un Vescovo ordinato può essere anche successivamente eletto e uno eletto può essere in qualsiasi momento ordinato. In questo caso l’ordinazione diviene una festa della Comunità analogamente al Sacramento del Matrimonio.

Il Matrimonio è l’unico Sacramento che non ha come Ministro il Sacerdote che lo celebra ma i Ministri sono gli sposi stessi e il matrimonio religioso si considera officiato nel momento nel quale gli sposi decidono di iniziare la loro vita in comune. Il rito del Matrimonio nella liturgia in Chiesa realizza in effetti solo la presentazione degli sposi alla collettività che partecipa con una festa e una SS Messa speciale e dedicata della loro felicità.

Mentre il Vescovo eletto deve rispondere alla propria Chiesa che lo ha eletto, nell’altro caso il Vescovo viene ordinato da un altro Vescovo per imposizione delle mani e rimane per sempre soggetto all’autorità dell’ordinante e ai suoi successori nel caso di prematura scomparsa. In definitiva a differenza del Vescovo ordinato che rimane subordinato all’autorità del Vescovo che lo ha ordinato, il Vescovo eletto risponde esclusivamente alla collettività nella sua interezza senza altri vincoli specifici. Il potere del Vescovo eletto viene dal Popolo della Chiesa e lui dovrà sempre agire per il suo Popolo servendolo e rispondendo solo ed unicamente ad esso. L’elezione di un Vescovo è complessa ma è anche una forma di ordinazione molto più prestigiosa che coinvolge l’intera Chiesa in una partecipazione universale della collettività.

Le Chiese Cristiane devono avere sempre almeno un Vescovo e almeno un Diacono ma possono essere eccezionalmente prive di Sacerdoti, ricordando però, che il Vescovo è comunque sempre un Sacerdote ad ogni effetto. Le Chiese che contemplano tutti i tre ordini ecclesiali vengono definite Chiese maggiori in contrapposizione a quelle prive di Sacerdoti definite Chiese minori.

Questo sottolinea nel modo più efficace l’importanza dei Diaconi che non possono mai mancare a differenza dei Sacerdoti che, nelle Chiese minori possono essere assenti rappresentati in effetti unicamente dal Vescovo-Sacerdote.

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