Oggi il duello non è un mezzo per dirimere le contese e la prima direttiva del cavaliere è la difesa della vita.
Gli ideali della cavalleria assumono, nel mondo di oggi, sempre maggiore importanza e la difesa della vita non è più rivolta solo alla vita umana ma assume un significato più ampio quello della tutela dell’ambiente che ci accoglie e che ci comprende.
Il cavaliere o la dama compiono un giuramento che è un impegno solenne pronunciato durante il rito dell’investitura, con il quale giura fedeltà a Dio e agli ideali della cavalleria, come la difesa dei deboli e della Chiesa, la lealtà, l’onore e la virtù.
Questo giuramento con variazioni in relazione all’epoca e all’ordine, impegna il cavaliere a usare la sua forza e il suo potere per il bene, promettendo di mantenere la parola data e di battersi contro l’ingiustizia.
Il giuramento era parte della cerimonia di investitura, cioè il processo formale di ammissione al rango di cavaliere, che avveniva tipicamente dopo i 21 anni per i giovani nobili che avevano servito come scudieri.
Prima della cerimonia di investitura l’aspirante cavaliere digiunava e trascorreva la notte in raccoglimento e preghiera, spesso da solo in una cappella, per prepararsi spiritualmente nel migliore dei modi.
Il digiuno più importante era quello spirituale inteso come assenza di conflitti per raggiungere la pace interiore e aprire mente e cuore alle sfide che la nuova condizione avrebbe portato.
Il rito dell’investitura era fortemente simbolico e includeva la benedizione delle armi personali e la consegna degli speroni con i quali il nuovo monaco cavaliere avrebbe calpestato le ingiustizie.
Il nuovo cavaliere giurava di servire il Signore, di rispettare le leggi e gli statuti del suo ordine, di proteggere i deboli, gli orfani, le donne, le vedove e la fede cristiana, impegnandosi a condurre una vita virtuosa, a lottare sempre per cause giuste e mai per vantaggi personali dicendo solo la verità.
Il cavaliere si impegnava a non fare cattivo uso della propria forza e a usare la spada per la difesa della Chiesa, della fede e dei confratelli con un impegno continuo per tutta la vita, richiedendo costante vigilanza e dedizione agli ideali cavallereschi.
La cerimonia includeva un gesto simbolico, uno schiaffo sulla guancia, che rappresentava l’ultima offesa che il cavaliere avrebbe potuto subire senza reagire perché l’investitura era considerata una rinascita del giovane come un cavaliere, pronto a combattere per la giustizia e la fede senza risparmiarsi.
L’ordinazione del cavaliere è l’atto di conferire l’onorificenza di Cavaliere, che può essere un riconoscimento civile o religioso.
In Italia sono riconosciute le ordinazioni liturgiche e quelle laiche ma esclusivamente degli ordini della Repubblica Italiana con sede a via del Quirinale 40 a Roma e Gran Maestro il Presidente della Repubblica in carica e l’Ordine dei Cavalieri di Malta.
Tutti gli altri ordini laici sono illegittimi e non possono essere riconosciuti in Italia se non attraverso una procedura esclusiva del Ministero degli Esteri.
Gli ordini che appartengono allo Stato italiano attuale e sono conferiti per benemerenze sono:
Ordine al Merito della Repubblica Italiana: Il più alto degli ordini nazionali, conferito per benemerenze verso la nazione. I gradi sono Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale e Cavaliere.
Ordine della Stella d’Italia: Riconosce i benemeriti per la promozione dei rapporti di amicizia con l’Italia e la collaborazione con il paese.
Ordine al Merito del Lavoro: Destinato a coloro che si sono distinti nel campo dell’agricoltura, dell’industria e del commercio.
Ordine Militare d’Italia: Un ordine militare per ricompensare le benemerenze nel servizio militare.
Ordine di Vittorio Veneto: Istituito per riconoscere meriti e servizi alla patria.
Ordini Non Nazionali Riconosciuti sono quelli appartenenti alle Chiese, il Sovrano Militare Ordine di Malta: Un ordine ospedaliero e cavalleresco con una lunga storia.
Gli ordini cavallereschi hanno origine dopo le Crociate con gli ordini religiosi cavallereschi, l’ordinazione implicava un rito specifico in cui il destinatario veniva toccato su ogni spalla con una spada per ricevere il titolo.
Oggi, l’ordinazione del cavaliere è un’onorificenza conferita da stati e dalle Chiese.
Come si diventa Cavaliere: non ci si può candidare ma si deve essere designati e chiamati e l’autosegnalazione è causa di esclusione per le onorificenze liturgiche e per molti ordini nazionali, poiché è un processo interno di selezione.
Solitamente, l’assegnazione avviene tramite segnalazione da parte di persone o istituzioni competenti, i criteri sono il merito e la dedizione dimostrati nel proprio campo di attività, uniti a un forte impegno civile, sociale o spirituale.