La nostra Chiesa
Durante la sua esperienza terrena Nostro Signore Gesù Cristo ha creato la religione cristiana e una Chiesa Cattolica (cioè universale) Cristiana (che porta il suo nome) della quale è il solo e unico capo.
La Chiesa Cattolica Cristiana è quindi una sola e guidata da Nostro Signore che agisce attraverso lo Spirito Santo.
Stabilito questo, sin dagli albori del primo secolo, si manifesta la necessità di creare Comunità Cristiane indipendenti per operare più agilmente secondo le linee guida dettate da Nostro Signore attraverso gli Apostoli. Ogni singola Comunità Cristiana è una Chiesa indipendente autocefala perché il suo capo è solo Nostro Signore. Ogni singola Chiesa possiede propri ordini ecclesiali cioè diaconi, sacerdoti e almeno un vescovo che la guida come suo primate. Ogni Chiesa è indipendente e può seguire un proprio ordinamento e proprie regole adeguandosi a circostanze locali e temporali specifiche che la caratterizzano sempre nell’unità generale di intenti.
Nelle città viene suggerito dagli Apostoli la creazione di più Chiese, sempre per favorire la penetrazione spirituale della nuova religione cristiana. Le città sono quelle del primo secolo quindi parliamo, fatta eccezione di Roma, di insediamenti urbani di modesta entità, lontanissimi dalle dimensioni delle città attuali e paragonabili piuttosto a villaggi più o meno popolati ed estesi. Anche in queste piccole realtà gli Apostoli, e quanti in loro nome diffondono il Cristianesimo, suggeriscono di creare Chiese indipendenti autocefale.
Tutte le Chiese Cristiane, pur nella loro indipendenza dovrebbero comporre una sola Chiesa unita nella fede e nella guida di Nostro Signore e le loro differenze locali dovrebbero sottolineare ed esaltare questa unità in un caleidoscopio che le valorizza ma sempre in un corpo unico. Per i Cristiani, l’unica autorità suprema in terra è il Concilio ecumenico. Ma questa assemblea di così fondamentale importanza viene convocata per l’ultima volta nell’anno 787 quando viene chiamata Secondo Concilio Ecumenico di Nicea. Da questo momento l’unità di intenti si polverizza e divengono preminenti gli interessi singoli che già da tempo cercavano di divenire prioritari.
Attraverso i secoli si forma la Chiesa Cattolica Romana, che appoggiandosi alla struttura della Roma imperiale e dell’Impero Romano stesso assume rapidamente grandi dimensioni e oggi rappresenta la Chiesa Cattolica Cristiana di maggiori dimensioni con oltre 1,3 miliardi di fedeli in tutto il mondo. Quando la Chiesa Cattolica Romana inizia ad assumere atteggiamenti propri eccessivamente spiccati, in contrapposizione ad essa si formano le Chiese Ortodosse. I termini ortodosso e ortodossia, sono di derivazione greca, e intendono indicare la giusta dottrina cioè la dottrina aderente agli insegnamenti delle Sacre Scritture originali non modificati in alcun modo. Le Chiese Ortodosse sono sempre Cattoliche, Cristiane e Apostoliche ma professano la fede cristiana originale sia concettualmente (dottrina) che nelle celebrazioni liturgiche.
Le Chiese Cattoliche Cristiane Ortodosse, per brevità Ortodosse, credono nelle Sacre Scritture che non debbono essere alterate o modificate, attribuiscono un primato onorifico alla sede di Costantinopoli che, dopo la caduta di Roma, diviene la capitale dell’impero romano e proseguono la sua tradizione, prevalentemente orientale, per le vesti, i paramenti, le tradizioni e le liturgie, Queste tradizioni si riflettono nella separazione dell’edificio della Chiesa in una zona per i fedeli e in una esclusivamente riservata al clero separate dall’iconostasi che può essere una linea ideale ma anche una parete con porte occultate da veli che riprendono le linee del Tempio di Salomone.
Le Chiese Ortodosse utilizzano i dieci Comandamenti nella loro forma originale, mentre la Chiesa Romana li ha modificati, a proprio uso e consumo, nel tempo e in virtù di essi non utilizzano statue ed effigi ma esclusivamente icone. Le icone ortodosse non sono immagini sacre ma solo grafica esplicativa di derivazione primitiva quando, in un mondo pervaso da analfabetismo dilagante, l’insegnamento della religione era efficace solo se associato ad illustrazioni grafiche comprensibili anche a chi non sapeva leggere. Le icone ortodosse sono estensioni dei testi scritti e si scrivono non dipingono.
I Dieci Comandamenti sono riportati nell’Antico Testamento e specificatamente nel libro dell’Esodo, capitolo 20, versetti 2-17 che li riportano come parole pronunciate direttamente da Dio a Mosè:
(1) Io sono il Signore Dio tuo, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa della schiavitù. Non avrai dei stranieri davanti a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai; perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di coloro che mi odiano, e che usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
(2) Non pronunzierai il nome del Signore, tuo Dio, invano; perché il Signore non lascerà impunito chi pronunzia il suo nome invano.
(3) Ricorda il giorno del riposo, per santificarlo.
(4) Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
(5) Non uccidere.
(6) Non commettere adulterio.
(7) Non rubare.
(8) Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
(9) Non desiderare la casa del tuo prossimo
(10) Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che gli appartiene.
I Dieci Comandamenti sono stati, a volte, semplificati e modificati. La Chiesa Romana li ha profondamente alterati inserendo nella propria dottrina questa versione breve ma anche molto modificata nella forma, nello spirito e nella numerazione. Se su alcune semplificazioni si può essere d’accordo, altre modicano
(1) Non avrai altro Dio all’infuori di me.
(2) Non nominare il nome di Dio invano.
(3) Ricordati di santificare le feste.
(4) Onora il padre e la madre.
(5) Non uccidere.
(6) Non commettere atti impuri.
(7) Non rubare.
(8) Non dire falsa testimonianza.
(9 Non desiderare la donna d’altri.
(10) Non desiderare la roba d’altri.