Celibato e deviazioni sessuali

Celibato e deviazioni sessuali

 

La commissione ONU per i diritti dei bambini ha censurato apertamente il comportamento del Vaticano che ha costantemente tentato di insabbiare i comportamenti pedofili, mentre il cardinale australiano George Pell identifica nel celibato obbligatorio la causa della pedofilia clericale. Papa Francesco chiede scusa per la pedofilia clericale ovunque si reca ma la Chiesa cattolica romana è di fatto una monarchia medievale maschilista con i vescovi (e i cardinali) che rispondono solo al Papa.

I vertici ecclesiali sono isolati dalla trasparenza e dalle decisioni condivise e vengono considerati superiori agli altri per i poteri del ministero sacramentale.

Il celibato non è una tradizione della Chiesa anzi è vero l’opposto ed è stato introdotto solo per evitare che i beni della Chiesa venissero ereditati legittimamente da mogli e figli del clero.

Secondo la Chiesa solo i preti possono diffondere il messaggio di Gesù e guidare verso la salvezza eterna, e su queste basi la Chiesa romana ha costruito l’assoluta dipendenza dal prete un essere intoccabile dalla legge e dai tribunali.

La norma del celibato ha molte eccezioni potendosi ordinare sacerdoti sposati provenienti dalla Chiesa anglicana o nella Chiesa, pur Cattolica, di rito orientale.

Quando un celibe parla di sesso e famiglia si comporta contro natura senza capire come la sessualità, il matrimonio, i figli aumentino positivamente la comprensione delle relazioni umane.

Nel Medioevo san Pier Damiani anticipa i tempi quando si rende conto che negare la vita famigliare porta all’adulterio, alla sodomia, alla pedofilia e all’incesto.

Nonostante secoli di violazioni del celibato ecclesiale il papato continua ad opporsi alla riconsiderazione del celibato obbligatorio.

Le basi teologiche della Chiesa su celibato e sesso sono inadeguate e false, ci sono persone virtuose pronte a scelte difficili e a rispettarle, ma deve essere una libera possibilità e non un’imposizione a persone fragili e sessualmente immature che, come dimostrato dagli studi di Richard Sipe, il celibato viene rispettato solo da un sacerdote su dieci. Questo significa che 9 preti su 10 vivono una sessualità distorta e colpevole che crea un nesso tra l’invenzione ecclesiastica del celibato obbligatorio e la pedofilia.

Gli studi clinici sui preti pedofili evidenziano uno sviluppo psicosessuale interrotto, disturbi narcisistici e deficit di autostima che spalancano la porta a deviazioni sessuali di ogni genere.

Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha valutato deviazioni sessuali nel 6% della popolazione mondiale mentre gli studi di Sipe sul clero portano al 20% queste deviazioni. La Chiesa Romana sa benissimo che il maschilismo, la demonizzazione della donna e della sessualità e il celibato scatenano immaturità e deviazioni sessuali importanti che pesano 3 o 4 volte di più rispetto alla società civile quindi è impossibile negare un rapporto diretto di causa ed effetto fra questi argomenti.

La strategia vaticana di minimizzare e nascondere la polvere sotto il tappeto continua, al dì là delle dichiarazioni pubbliche di facciata. Papa Giovanni Paolo II, con la Sacramentorum Sanctitatis Tutela del 2001, ha ribadito che i gravi crimini del clero contro la morale sono di esclusiva competenza dei tribunali ecclesiastici. E la CEI ha sancito (28 marzo 2014) che le diocesi non hanno l’obbligo di denunciare alle autorità i preti pedofili.

Finché la Chiesa vorrà restare avulsa dalla realtà continuandosi a sentire psicologicamente superiore sarà impossibile porre fine alla pedofilia e agli abusi sessuali del clero.

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