Breve storia anglicana

Nel 1534, il re d’Inghilterra Enrico VIII_ Tudor (28 giugno 1491-28 gennaio 1534) ruppe con il Papa ed assunse il controllo della Chiesa inglese, Anglicana Ecclesia.

Tra il 1536 ed il 1540, il re procedette con la soppressione dei monasteri.

Si tentò anche di implementare una trasformazione in senso protestante della Chiesa.

Infatti, lo Scisma anglicano fu condotto da figure tendenzialmente vicine al protestantesimo.

Tra queste, deve essere menzionato l’arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer (2 luglio 1489-21 marzo 1556).

Questi seppe della sua nomina ad arcivescovo mentre era qui a Mantova come diplomatico.

La Riforma protestante arrivò alla morte di re Enrico VIII.

Sotto il suo successore re Edoardo VI (12 ottobre 1537-6 luglio 1553), si implementò una trasformazione in senso protestante della Chiesa inglese.

Furono aboliti il culto mariano, quello dei santi, il celibato dei membri del clero ed alcuni sacramenti.

Fu abolita anche la transustanziazione delle Eucarestia, che fu somministrata nelle due specie.

La messa iniziò ad essere celebrata in inglese.

Tutto questo si concretò nella pubblicazione del Book of Common Prayer, la quale avvenne nel 1549.

Nel 1552, il Book of Common Prayer fu rivisto in senso calvinista.

Secondo questa nuova versione del libro in questione, la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia sarebbe dipesa dal cuore del fedele.

Alla morte di re Edoardo VI, si tentò di fare salire al trono lady Jane Grey (ottobre 1537-12 gennaio 1554).

Ella fu incoronata e fu regina per nove giorni ma questa incoronazione fu contestata dalla sorellastra di re Edoardo VI, la principessa cattolica Maria Tudor (18 febbraio 1516-17 novembre 1558).

Quest’ultima ebbe la meglio e cercò di ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra, anche ricorrendo a mezzi repressivi.

L’arcivescovo Cranmer fu arso vivo.

Tuttavia, la regina Maria I morì senza lasciare eredi e la corona passò alla sua sorellastra Elisabetta.

Divenuta regina con il nome di Elisabetta I, nel 1559, quest’ultima ruppe definitivamente i rapporti con Roma e ripristinò parte delle riforme implementate sotto il regno di re Edoardo VI.

La Chiesa anglicana nacque come una via di mezzo (Via Media) tra cattolicesimo e protestantesimo.

Da un lato, furono rotti definitivamente i legami con Roma, furono nuovamente aboliti i culti mariani e dei santi, il monachesimo e il celibato dei sacerdoti, si introdusse nuovamente l’Eucarestia data nelle due specie, furono ridotti a due i sacramenti (Battesimo ed Eucaristia) e fu introdotta la liturgia in inglese e, dall’altro, si conservarono la Successione Apostolica, la gerarchia episcopale e l’uso di paramenti sacri nella liturgia.

Questo non piacque ad una frangia della Chiesa anglicana, la quale si staccò e fondò la Chiesa puritana, una Chiesa di ispirazione calvinista e presbiteriana e non sottoposta al controllo monarchico.

I puritani furono perseguitati, come furono perseguitati i cattolici.

Dopo la morte della regina Elisabetta I, il trono passò alla dinastia reale di Scozia, la dinastia degli Stuart.

Il primo re d’Inghilterra di quella dinastia fu re Giacomo I (Giacomo VI, come re di Scozia, 19 giugno 1556-25 marzo 1625).

Sotto questo re iniziarono le dispute con il Parlamento, poiché egli si appoggiò al fatto che il monarca d’Inghilterra fosse il capo della Chiesa anglicana.

Nel 1609, egli disse di fronte al Parlamento: “I re sono giustamente paragonati a Dio perché esercitano sulla Terra una parte del potere di Dio stesso“.

Nel 1605, egli rischiò di rimanere vittima di un attentato ad opera del cattolico Guy Fawkes (13 aprile 1570-31 gennaio 1606).

Questo inasprì i rapporti tra il re ed i cattolici, che furono perseguitati con maggiore asprezza.

Tuttavia, più che con i cattolici, il re se la prese veramente con i puritani, i quali divennero apertamente anti-monarchici.

Questo fu il prodromo di quello che sarebbe accaduto sotto il successore di re Giacomo I, re Carlo I Stuart (19 novembre 1600-30 gennaio 1649).

I puritani si coalizzarono i Parlamento contro il re.

Ci fu uno scontro istituzionale tra re e Parlamento che fu anche uno scontro religioso.

Il re, infatti, ammiccava al cattolicesimo, la fede di sua moglie, la regina Enrichetta Maria di Borbone (25 novembre 1609-10 settembre 1669).

Questo scontro portò ad una guerra civile che fu vinta dai puritani e che portò alla decapitazione del re.

Dal 1649 al 1658, l’Inghilterra fu sotto la dittatura puritana di Oliver Cromwell (25 aprile 1599-3 settembre 1658).

Nel 1660, a causa dell’incapacità di Richard Cromwell, figlio di Oliver, si tornò alla monarchia, sotto il re Carlo II Stuart (29 maggio 1630-6 febbraio 1685).

Intimamente cattolico, re Carlo II firmò il trattato di Dover con la Francia di re Luigi XIV (5 settembre 1638-1° settembre 1715), in virtù del quale il re inglese si sarebbe impegnato a favorire il cattolicesimo e a convertirsi ad esso.

La Francia si sarebbe impegnata a versare annualmente la somma di 160.000 sterline, in cambio del supporto militare inglese.

Tuttavia, il Parlamento fu contrario e fu costretto a sottoscrivere il Test Act, con il quale si imponeva l’adesione alla Chiesa anglicana a coloro che ricoprivano cariche pubbliche.

Il clima dell’Inghilterra di quegli anni fu anticattolico.

Nel 1666, ci fu il Grande Incendio di Londra e si cercò di incolpare i cattolici.

Nel 1678, l’ex-prete gesuita convertito all’anglicanesimo Titus Oates (15 settembre 1649-12 o 13 giugno 1705) mise in giro la voce di Complotto papista.

Tanti cattolici morirono per colpa di questo clima.

Re Carlo II non ebbe figli.

Sul letto di morte, si convertì al cattolicesimo.

Il trono passò al fratello, il duca di York Giacomo (14 ottobre 1633-16 settembre 1701).

Questi divenne re con il nome di Giacomo II.

Convertitosi al cattolicesimo tra il 1668 ed il 1669, re Giacomo II entrò in conflitto con Paese nel complesso anglicano e protestante.

L’unica parte cattolica fu l’Irlanda.

L’11 dicembre 1688, egli fu di fatto deposto ed il trono fu dato alla figlia Maria (che divenne regina con il nome di Maria II, 30 aprile 1662-28 dicembre 1694).

Questa fu la moglie dello statolder dei Paesi Bassi Guglielmo III d’Orange (14 novembre 1694-8 marzo 1702).

Questa fu la vittoria del protestantesimo, che prevalse nella Chiesa anglicana del XVIII secolo.

Nel secolo successivo, anche sull’onda del Romanticismo post-Rivoluzione francese, nel Regno Unito d’Inghilterra ed Irlanda (che si formò nel 1707, con l’Atto d’Unione) ci fu la volontà di ritrovare le antiche forme di religiosità medioevale.

Già nel XVII secolo, si formò una corrente della Chiesa anglicana che dava importanza alla Tradizione, la corrente legata soprattutto ai Tories, i conservatori.

Così nacque la Chiesa alta, una corrente della Chiesa anglicana che rivalutò l’episcopato, la liturgia e persino molte tradizioni cattoliche, come il culto mariano, il culto dei santi e la confessione.

Si rivalutò anche il monachesimo.

Si recuperarono gli antichi riti, come il rito di Sarum.

Contrapposta alla Chiesa alta fu la Chiesa bassa, la quale era d’ispirazione protestante.

Del resto, anche il Book of Common Prayer ebbe in sé molta parte della tradizione cattolica.

Tuttora, è così.

La stessa professione di fede parla di “Chiesa cattolica ed apostolica”.

Nel 1833, questa corrente anglicana ebbe la maggiore espressione nel Movimento di Oxford, il quale portò alla nascita dell’anglo-cattolicesimo.

In realtà, l’anglo-cattolicesimo non fu favorevole al cattolicesimo romano.

Semmai, esso considerava la Chiesa anglicana come parte di una grande Chiesa “cattolica”, con la Chiesa cattolico-romana e quella ortodossa.

Tuttavia, ci furono casi di conversione dall’anglo-cattolicesimo.

Il caso più famoso quello di John Henry Newman (21 febbraio 1801-11 agosto 1890).

Questi nacque anglicano evangelico (della Chiesa bassa) ma poi aderì alla Chiesa alta.

Nel 1845, Newman si convertì al cattolicesimo e nel 1879 fu creato cardinale.

Il 19 settembre 2010, Papa Benedetto XVI lo beatificò.

Nove anni dopo, Papa Francesco l’ha canonizzato.

La Chiesa alta è presente ancora oggi.

Un esempio di chiesa di questo tipo è la Cappella Reale di Tutti i Santi, nella quale è stato celebrato tra Sua Altezza Reale Beatrice di York e l’imprenditore italo-britannico Edoardo Mapelli-Mozzi.

Vista la crisi della Chiesa anglicana, molti esponenti della Chiesa alta hanno scelto la conversione al cattolicesimo.

Con la costituzione apostolica “Anglicanorum coetibus” di Papa Benedetto XVI si permette al clero e alle comunità ex-anglicane di entrare in comunione con Roma, pur mantenendo alcune peculiarità anglicane.

Forse, la Chiesa alta potrebbe portare ad una rinascita cattolica del Regno Unito?

Non è facile dirlo.

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