La Pax Evangelica
La nostra Chiesa Autocefala è una piccola comunità religiosa Cristiana indipendente che si ispira alla teologia Anglo Cattolica nella Pax Evangelica.
Il concetto di Pax Evangelica, dovrebbe essere il principio ispiratore di tutte le Chiese Cristiane che, ciascuna nella propria indipendenza, dovrebbero costituire un’unica Chiesa Cristiana, Cattolica cioè universale e Apostolica quindi fondata sulla Successione Episcopale iniziata dagli Apostoli e proseguita nei secoli tramandata da vescovo a vescovo.
La Successione apostolica è un concetto fondamentale per la Chiesa Cattolica Cristiana, che si riferisce alla trasmissione del potere e dell’autorità apostolica dai dodici apostoli di Gesù Cristo ai loro successori, i vescovi.
Questa catena ininterrotta di autorità religiosa è considerata essenziale per garantire la continuità e l’autenticità della fede cristiana.
Secondo la dottrina cattolica Cristiana, i vescovi proseguono l’opera iniziata dai dodici apostoli e derivano la propria autorità direttamente da Nostro Signore Gesù Cristo stesso, attraverso questa successione che viene definita apostolica.
Questo concetto di linea assicura e tramanda l’insegnamento della Chiesa sia radicato nella tradizione apostolica e che le sacre funzioni, come l’ordinazione sacerdotale e i sacramenti, siano valide e efficaci.
La Successione apostolica è quindi un legame vitale che unisce i credenti contemporanei agli insegnamenti e alla missione originale di Gesù attraverso i suoi apostoli.
È un principio cardine della Chiesa cattolica che sottolinea la continuità storica e spirituale della fede cristiana, garantendo che il messaggio evangelico sia trasmesso senza alterazioni nel corso dei secoli.
La nostra piccola Comunità Cristiana si ispira liberamente alla teologia Anglicana e, più precisamente, alla filosofia Anglo Cattolica delle Chiese Alte.
Le Chiese Alte Oggi, tratto uno dei miei punti forti: la storia inglese. In particolare, tratto la questione della Chiesa alta. Quando si parla di “Chiesa alta” (High Church), si parla di una branca della Chiesa anglicana.Nel 1534, l’allora re inglese Enrico VIII Tudor (28 giugno 1491-28 gennaio 1534) ruppe i rapporti con il Papa e con la Chiesa Cattolica Romana assumendo direttamente il controllo della Chiesa inglese, che assunse il nome di Chiesa Anglicana. Questo scisma venne realizzato per arginare il potere della Chiesa Romana che era diventato troppo pesante e ingombrante, anche se ufficialmente il casus belli fu attribuito alla questione delle 8 mogli del re.
Che la questione centrale non era costituita dalle mogli del re, che era solito far giustiziare nella Torre di Londra le mogli che non intendevano divorziare d lui, divenne evidente nel 1540 quando Enrico VIII° completò la soppressione di tutti i monasteri, che giudicava centri di potere del Vaticano.
Enrico VIII° era, comunque, profondamente cattolico cristiano e la sua riforma non si trasformò in uno scisma protestante alla cui teologia il re era contrario. Attorno al sovrano negli anni dello scisma, si radunò una forte presenza di figure autorevoli e tendenzialmente vicine al protestantesimo, come lo stesso arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer (2 luglio 1489-21 marzo 1556), e alla morte del re e sotto l’egida del suo successore re Edoardo VI (12 ottobre 1537-6 luglio 1553) iniziò la trasformazione in direzione protestante della Chiesa inglese.
Con la teologia protestante furono aboliti il culto della S. Vergine Maria che verrà considerata la mamma di Gesù santa e venerabile che ascenderà in cielo ma priva di quell’alone quasi divino che i Cattolici Romani gli attribuiscono. Sempre sfruttando i concetti protestanti i Santi non verranno più considerati tramiti tra Nostro Signore e i Cristiani ma esclusivamente santi e venerabili uomini eccezionali di grandissima fede.
In quegli anni viene abolito il celibato per i membri del clero ed alcuni sacramenti.vengono ridimensionati lasciando sostanzialmente il Battesimo e l’Eucarestia come Sacramenti cardine e la S. Messa inizia ad essere celebrata in inglese per rendere il rito più comprensibile per il popolo.
Sono gli anni della stesura e della pubblicazione del Libro delle Preghiere Comuni (Book of Common Prayer) avvenuta nel 1549 in prima stesura e rivisto con una connotazione fortemente calvinista solo 3 anni più tardi. Secondo questa nuova versione del libro, la presenza reale di Cristo nell’Eucarestia sarebbe dipesa dalla disposizione d’animo di ciascun singolo Cristiano. Ad Edoardo VI°, gli succede la principessa profondamente cattolica Maria Tudor (18 febbraio 1516-17 novembre 1558) che tenta di ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra, anche ricorrendo a mezzi repressivi, come il rogo per l’arcivescovo di Canterbury Cranmer, La sanguinosa restaurazione cattolica di Maria Tudor viene interrotta dalla sua morte senza eredi.
Nel 1559 diviene quindi regina Elisabetta I, che rompe definitivamente i rapporti con il papato e indirizza la Chiesa anglicana tra cattolicesimo e protestantesimo in una terra di mezzo che vorrebbe esaltare i pregi di entrambe le teologie. Tutte le riforme protestanti vennero ripristinate ma conservando la Successione Apostolica, la gerarchia episcopale e l’uso di paramenti sacri liturgici.
Questa
Questo non piacque ad una frangia della Chiesa anglicana, la quale si staccò e fondò la Chiesa puritana, una Chiesa di ispirazione calvinista e presbiteriana e non sottoposta al controllo monarchico. I puritani furono perseguitati, come furono perseguitati i cattolici. Dopo la morte della regina Elisabetta I, il trono passò alla dinastia reale di Scozia, la dinastia degli Stuart. Il primo re d’Inghilterra di quella dinastia fu re Giacomo I (Giacomo VI, come re di Scozia, 19 giugno 1556-25 marzo 1625). Sotto questo re iniziarono le dispute con il Parlamento, poiché egli si appoggiò al fatto che il monarca d’Inghilterra fosse il capo della Chiesa anglicana. Nel 1609, egli disse di fronte al Parlamento: “I re sono giustamente paragonati a Dio perché esercitano sulla Terra una parte del potere di Dio stesso“. Nel 1605, egli rischiò di rimanere vittima di un attentato ad opera del cattolico Guy Fawkes (13 aprile 1570-31 gennaio 1606). Questo inasprì i rapporti tra il re ed i cattolici, che furono perseguitati con maggiore asprezza. Tuttavia, più che con i cattolici, il re se la prese veramente con i puritani, i quali divennero apertamente anti-monarchici. Questo fu il prodromo di quello che sarebbe accaduto sotto il successore di re Giacomo I, re Carlo I Stuart (19 novembre 1600-30 gennaio 1649). I puritani si coalizzarono i Parlamento contro il re. Ci fu uno scontro istituzionale tra re e Parlamento che fu anche uno scontro religioso. Il re, infatti, ammiccava al cattolicesimo, la fede di sua moglie, la regina Enrichetta Maria di Borbone (25 novembre 1609-10 settembre 1669). Questo scontro portò ad una guerra civile che fu vinta dai puritani e che portò alla decapitazione del re. Dal 1649 al 1658, l’Inghilterra fu sotto la dittatura puritana di Oliver Cromwell (25 aprile 1599-3 settembre 1658). Nel 1660, a causa dell’incapacità di Richard Cromwell, figlio di Oliver, si tornò alla monarchia, sotto il re Carlo II Stuart (29 maggio 1630-6 febbraio 1685). Intimamente cattolico, re Carlo II firmò il trattato di Dover con la Francia di re Luigi XIV (5 settembre 1638-1° settembre 1715), in virtù del quale il re inglese si sarebbe impegnato a favorire il cattolicesimo e a convertirsi ad esso. La Francia si sarebbe impegnata a versare annualmente la somma di 160.000 sterline, in cambio del supporto militare inglese. Tuttavia, il Parlamento fu contrario e fu costretto a sottoscrivere il Test Act, con il quale si imponeva l’adesione alla Chiesa anglicana a coloro che ricoprivano cariche pubbliche. Il clima dell’Inghilterra di quegli anni fu anticattolico. Nel 1666, ci fu il Grande Incendio di Londra e si cercò di incolpare i cattolici. Nel 1678, l’ex-prete gesuita convertito all’anglicanesimo Titus Oates (15 settembre 1649-12 o 13 giugno 1705) mise in giro la voce di Complotto papista. Tanti cattolici morirono per colpa di questo clima. Re Carlo II non ebbe figli. Sul letto di morte, si convertì al cattolicesimo. Il trono passò al fratello, il duca di York Giacomo (14 ottobre 1633-16 settembre 1701). Questi divenne re con il nome di Giacomo II. Convertitosi al cattolicesimo tra il 1668 ed il 1669, re Giacomo II entrò in conflitto con Paese nel complesso anglicano e protestante. L’unica parte cattolica fu l’Irlanda. L’11 dicembre 1688, egli fu di fatto deposto ed il trono fu dato alla figlia Maria (che divenne regina con il nome di Maria II, 30 aprile 1662-28 dicembre 1694). Questa fu la moglie dello statolder dei Paesi Bassi Guglielmo III d’Orange (14 novembre 1694-8 marzo 1702). Questa fu la vittoria del protestantesimo, che prevalse nella Chiesa anglicana del XVIII secolo. Nel secolo successivo, anche sull’onda del Romanticismo post-Rivoluzione francese, nel Regno Unito d’Inghilterra ed Irlanda (che si formò nel 1707, con l’Atto d’Unione) ci fu la volontà di ritrovare le antiche forme di religiosità medioevale. Già nel XVII secolo, si formò una corrente della Chiesa anglicana che dava importanza alla Tradizione, la corrente legata soprattutto ai Tories, i conservatori. Così nacque la Chiesa alta, una corrente della Chiesa anglicana che rivalutò l’episcopato, la liturgia e persino molte tradizioni cattoliche, come il culto mariano, il culto dei santi e la confessione. Si rivalutò anche il monachesimo. Si recuperarono gli antichi riti, come il rito di Sarum. Contrapposta alla Chiesa alta fu la Chiesa bassa, la quale era d’ispirazione protestante. Del resto, anche il Book of Common Prayer ebbe in sé molta parte della tradizione cattolica. Tuttora, è così. La stessa professione di fede parla di “Chiesa cattolica ed apostolica”. Nel 1833, questa corrente anglicana ebbe la maggiore espressione nel Movimento di Oxford, il quale portò alla nascita dell’anglo-cattolicesimo. In realtà, l’anglo-cattolicesimo non fu favorevole al cattolicesimo romano. Semmai, esso considerava la Chiesa anglicana come parte di una grande Chiesa “cattolica”, con la Chiesa cattolico-romana e quella ortodossa. Tuttavia, ci furono casi di conversione dall’anglo-cattolicesimo. Il caso più famoso quello di John Henry Newman (21 febbraio 1801-11 agosto 1890). Questi nacque anglicano evangelico (della Chiesa bassa) ma poi aderì alla Chiesa alta. Nel 1845, Newman si convertì al cattolicesimo e nel 1879 fu creato cardinale. Il 19 settembre 2010, Papa Benedetto XVI lo beatificò. Nove anni dopo, Papa Francesco l’ha canonizzato. La Chiesa alta è presente ancora oggi. Un esempio di chiesa di questo tipo è la Cappella Reale di Tutti i Santi, nella quale è stato celebrato tra Sua Altezza Reale Beatrice di York e l’imprenditore italo-britannico Edoardo Mapelli-Mozzi. Vista la crisi della Chiesa anglicana, molti esponenti della Chiesa alta hanno scelto la conversione al cattolicesimo. Con la costituzione apostolica “Anglicanorum coetibus” di Papa Benedetto XVI si permette al clero e alle comunità ex-anglicane di entrare in comunione con Roma, pur mantenendo alcune peculiarità anglicane. Forse, la Chiesa alta potrebbe portare ad una rinascita cattolica del Regno Unito? Non è facile dirlo.