La questione del celibato
L’ostacolo più grande con la Chiesa Cattolica Romana è il celibato del clero introdotto per impedire che il vescovo, legale rappresentante della Comunità religiosa e titolare di tutti suoi beni terreni potesse, alla sua morte, lasciare eredi legittimi che avrebbero potuto disporre a loro giudizio e senza alcun controllo dei beni della Comunità religiosa.
Le Sacre scritture sottolineano 76 volte che non si può essere pastori di uomini se non si è genitori escludendo ogni ipotesi di celibato clericale che deriva, non da una posizione teologica, ma da una precauzione economica. Molti Papi hanno avuto figli e l’altare maggiore della Basilica di San Pietro è stato decorato con volti di madri alterati palesemente dalle doglie del parto.
Il Sinodo dei padri sinodali che hanno partecipato all’assemblea speciale sull’Amazzonia svoltasi in Vaticano, ha affrontato e preso posizione sulla questione dei preti sposati, approvando il nuovo indirizzo.
Su un totale di 169 votanti 128 si sono espressi favorevolmente e 41 hanno opposto il loro dissenso superando la maggioranza dei due terzi richiesta di 113 voti.
La questione del celibato è spinosa e si è cercato un compromesso. I “viri probati” sono uomini sposati che vengono ordinati sacerdoti senza l’obbligo di abbandonare la loro famiglia.
Si tratta di diaconi permanenti e sposati che hanno ricevuto il primo grado dell’ordine sacro (il diaconato) ai quali viene offerta la possibilità di essere ordinati sacerdoti.
Il territorio dell’Amazzonia è geograficamente estremamente difficile e molte sue comunità ecclesiali hanno enormi difficoltà o sono addirittura impossibilitate ad avere accesso all’Eucaristia cardine della liturgia Cattolica Cristiana.
A volte trascorrono anni prima che un sacerdote possa tornare in una Comunità Cristiana Amazzonica per celebrare l’Eucaristia, offrire il Sacramento della riconciliazione o ungere i malati nella comunità e questo non è accettabile.
I padri sinodali sottolineano di apprezzare il celibato che permette al missionario sacerdote di dedicarsi pienamente al servizio del popolo santo, stimolando la carità pastorale.
Ma il Sinodo sottolinea anche che la disciplina del celibato non è richiesta dal sacerdozio.
Nella sua enciclica sul sacerdozio, Paolo VI° ha mantenuto il celibato e nel 1992 Giovanni Paolo II° ha confermato il celibato della Chiesa latina.
Nel 2019 i padri sinodali considerano che la diversità non nuoce alla comunione e all’unità della Chiesa, ma la manifesta e la serve, come testimonia la pluralità dei riti e delle discipline esistenti, e stabiliscono criteri diversi da proporre nel quadro della Lumen gentium 26, per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti della comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legittimamente costituita e stabile, per sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della parola e la celebrazione dei sacramenti nelle zone più remote della regione amazzonica.
Molti padri si sono espressi a favore di un approccio universalmente condiviso sull’argomento del celibato che accoglie la richiesta emersa durante il dibattito di convocare in futuro un Sinodo dei vescovi sul celibato sacerdotale.
A questo punto è indispensabile tenere conto che l’unico capo della Chiesa Cattolica Cristiana, Nostro Signore Gesù Cristo ha sempre lottato senza eccezioni contro ogni discriminazione e da questa verità discende che ciò che viene reso possibile in Amazzonia non può essere negato nelle altre parti del Mondo.
Il celibato del clero si sta velocemente e inesorabilmente sgretolando e la riflessione dei padri sinodali che non possiede alcuna giustificazione presbiteriale non può essere disconosciuta.
Ma nella Chiesa Romana Papa Francesco si trova in una posizione di grande difficoltà da quando ha riconosciuto che il maschilismo che la pervade è negativo e anche i padri sinodali con 137 voti contro 30 respingono l’ipotesi del diaconato femminile. Nel 2016, Papa Francesco aveva creato una Commissione di studio sul diaconato delle donne che, come Commissione, è arrivata ad un risultato parziale non condiviso da tutti i propri membri su come era la realtà del diaconato delle donne nei primi secoli della Chiesa e sulle sue implicazioni attuali. Anche se la Commissione del 2016 ha evidenziato come nel primo secolo il diaconato femminile esisteva e si occupava anche di compiti liturgici. A questo punto il Papa ha istituito una seconda Commissione sull’argomento nel 2020 della quale si attendono i risultati.
Conclusioni
Il maschilismo patriarcale è profondamente radicato nella Chiesa Cattolica Romana e sarà molto più arduo da superare rispetto al celibato del clero che sta cedendo ogni giorno di più. Il Sinodo dell’Amazzonia ha fornito soluzioni chiare e punti di vista certi sull’inutilità del celibato che non ha giustificazioni.
La Bibbia impone ai sacerdoti l’obbligo del matrimonio, il Vangelo contiene un passo di dubbia interpretazione su uomini che si fanno eunuchi per il Regno dei Cieli, San Paolo è invece esplicito quando afferma che il vescovo deve essere sposato, avere figli credenti non dissoluti o insubordinati. Tutti gli Apostoli scelti da Gesù sono sposati tranne Giuda il traditore che non arricchisce certo il celibato, anche i profeti e i patriarchi sono sposati e per lo stesso Gesù molte volte si fa riferimento alla sua compagna: in un ambito sociale e culturale che faceva coincidere la parola compagno/a con marito e moglie.
Per undici secoli ai sacerdoti la Chiesa chiedeva di avere una sola moglie, condannando apertamente la bigamia, dopo il IV° secolo il matrimonio era sconsigliato dopo l’ordinazione sacerdotale.
Con il Concilio Laterano II° del 1139 la Chiesa, ma solo quella romana, stabilisce l’obbligo del celibato come linea guida deontologica per contrastare alcune degenerazioni come l’adulterio e la compravendità dei beni della Chiesa.
Le altre Chiese seguono strade diverse gli ortodossi escludono dagli ordini sacri chi si è sposato più di una volta mentre i pastori protestanti sono sempre sposati. I sacerdoti cattolici orientali (greci, bizantini, siriani, ecc.) possono sposarsi prima dell’ordinazione e i sacerdoti anglicani sposati che vengono ordinati dalla Chiesa Cattolica Romana rimangono sposati.
Quindi anche nella Chiesa Romana sono numerose le eccezioni al celibato che non è un dono del Signore ma una regola umana decisamente discutibile.